AESVI, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, ha presentato il 4° Censimento dei Game Developer Italiani.
Di seguito i
principali risultati emersi
L’industria dei videogiochi a livello nazionale sta vivendo una fase di consolidamento e stabilizzazione.
Rispetto alle precedenti rilevazioni crescono infatti il numero di studi operanti sul territorio (da 120 a 127), l’età media degli imprenditori (da 33 a 36 anni) e l’età delle imprese.
Si registra inoltre
un aumento degli addetti, che sale a 1.100 persone (+10% rispetto al 2016).
Il Nord Italia si conferma ancora una volta l’area geografica che ospita la maggior parte degli studi di sviluppo (57%), seguita dal Centro Italia (24%) e dal Sud Italia e dalle isole (18%).
Ecco le tipologie di videogioco maggiormente sviluppate dagli specialisti italiani.
Quali sono le professioni ICT più richieste dal mercato del lavoro?
E’ stata pubblicata la quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali.
Sono 64.000 gli annunci pubblicati in rete nel 2017, numero più che raddoppiato negli ultimi 4 anni, registrando un incremento del +7% rispetto al 2016.
E le stime per il triennio 2018-2020 sono ulteriormente ottimistiche: fino a 88.000 nuovi posti di lavoro specializzati in ICT.
Gli Sviluppatori guidano la classifica dei ruoli più ricercati, seguiti dai Consulenti ICT.
Cresce progressivamente anche la quota delle nuove professioni connaturate alla trasformazione digitale:
– Service Development Manager
– Big Data Specialist
– Cyber security Officer
Il gap tra domanda e offerta di specialisti ICTconferma che occorre agire al più presto se si vogliono cogliere tutte le potenzialità del nuovo mercato del lavoro digitale.
Le stime dell’Osservatorio mostrano un fabbisogno di laureati per le aziende che oscilla fra i 12.800 e i 20.500.
L’Università dovrebbe laurearne poco più di 8.500: un gap che arriva dunque al 58%.
Alle aziende ICT serve un mix di competenze digitali e trasversali.
Cosa fare?
I 4 ambiti strategici su cui lavorare per colmare il gap
Per colmare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e professioni ICT, l’Osservatorio propone un sistema di politiche per la formazione e il lavoro delle nuove professioni ICT articolato in 4 ambiti strategici:
1) Aumento di laureati e di esperti informatici con competenze avanzate attraverso la fidelizzazione degli studenti ICT e maggiore attrattività per lauree e diplomi superiori ICT.
2) Rinnovamento e qualità dei percorsi di studio ICT.
3) Rafforzamento di aggiornamento permanente e riconversione
4) Nuovi modelli di interazione Domanda-Offerta nel mercato del lavoro per le professioni ICT.
L’Istat ha pubblicato il nuovo rapporto sull’editoria libraria in Italia.
Ecco i principali indicatori.
Dei 1.459 editori attivi nel 2017, quasi l’85% pubblica non più di 50 titoli all’anno.
Oltre la metà (54%) sono “piccoli” editori, con un massimo di 10 opere in un anno, e il 31% sono “medi” editori, che producono da 11 a 50 opere in un anno.
Oltre la metà degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese; la città di Milano da sola ospita più di un quarto dei grandi marchi.
Nel 2017 si rileva un netto segnale di ripresa della produzione editoriale.
Rispetto all’anno precedente i titoli pubblicati aumentano del 9,3% e le copie stampate del 14,5%.
La ripresa, tuttavia, sembra aver interessato esclusivamente i grandi marchi (+12,6 per i titoli e +19,2% per le tirature) mentre per i piccoli e ancor più per i medi editori si sono riscontrate flessioni.
Nel 2017, sono il 41,0% le persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro per motivi non professionali (circa 23 milioni e mezzo).
Questo è il confronto con l’Europa.
L’editoria per ragazzi è in forte crescita rispetto al 2016:
+29,2% le opere e +31,2% le tirature.
L’editoria educativo-scolastica a incrementare di più la produzione, raddoppiando sia i titoli sia il numero di copie stampate.
Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dagli editori i canali di distribuzione su cui puntare per espandere domanda e pubblico dei lettori.
Continua a crescere il mercato digitale: circa 27 mila titoli (oltre il 38% dei libri pubblicati nel 2017) sono disponibili anche in formato e-book; la quota supera il 70% per i libri scolastici.
Linkedin ha comunicato importanti novità per gli amministratori di pagine aziendali.
Vediamole insieme.
Gli amministratori possono ora pubblicare aggiornamenti e rispondere ai commenti, attraverso l’app mobile per iOS e Android.
Gli amministratori possono associare la propria pagina con gli hashtag, in modo che possano ascoltare e rispondere alle conversazioni che si verificano sul loro marchio o ad argomenti pertinenti su LinkedIn.
Finalmente si possono condividere documenti e presentazioni aziendali in PowerPoint, Word e PDF per raccontare storie più ricche e coinvolgenti.
Con il nuovo strumento Content Suggestion gli utenti potranno leggere i trend più interessanti.
Con Pagine Carriera le aziende potranno coinvolgere i potenziali candidati con una scheda Vita e una scheda Lavori.
Sarà più facile creare un annuncio di lavoro via smartphone con i Job Alert e visualizzare le candidature.
Gli amministratori potranno condividere i post pubblicati su Linkedin dai loro dipendenti.
Ecco QUI l’annuncio ufficiale delle nuove pagine aziendali
Il 2017 è stato un altro anno di notevole crescita del movimento turistico in Italia.
Ecco i dati pubblicati ieri dall’Istat.
L’Italia è al 4° posto in Europa come destinazione turistica.
Gli esercizi ricettivi registrano un nuovo massimo storico, dopo quello del 2016, con oltre 420 milioni di presenze (+4,4% rispetto al 2016) e 123 milioni di arrivi (+5,3%).
La crescita è stata superiore a quella media europea.
Negli esercizi alberghieri le presenze toccano i 275,1 milionie gli arrivi 93,8 milioni.
In media la permanenza negli alberghi si conferma pari a 2,9 notti per cliente.
Negli esercizi extra-alberghieri la permanenza media è di 4,9 notti.
Nel 2017 si stima che i viaggi per vacanze rappresentino l’88% di quelli effettuati dai residenti in Italia negli esercizi ricettivi nazionali (+5,6% sul 2016).
Soltanto il restante 12% è per i viaggi di lavoro (-13,0%).
I congressisono il primo motivo dei viaggi di lavoro.
Crescono le prenotazioni dei viaggi effettuate online.
L’auto rimane il mezzo di trasporto preferito.
Il 40,6% delle presenze si concentra in 50 comuni italiani.
Con quasi 27 milioni di presenze, Roma è la principale destinazione turistica.
La Germania rimane la nazione leader nel turismo in Italia.
Altagammaha presentato il Rapporto 2018 dell’Osservatorio.
Il lusso continua a veleggiare sopra le incertezze congiunturali, le guerre dei dazi e le crisi geopolitiche che caratterizzano la situazione internazionale e conferma la sua anti-ciclicità.
Nel 2018 il valore di mercato totale intorno si attesta a poco meno di 1.200 miliardi di Euro, con una crescita del 5% .
Il comparto del Personal Luxury registra una crescita ancora maggiore, del +6%, per un valore complessivo di 260 miliardi di Euro.
Pur nella solida crescita, il quadro globale è in chiaroscuro.
La Cina, il grande driver della crescita del comparto nell’ultimo decennio, rafforza e aumenta i consumi interni.
E’ moderata la crescita degli acquisti in Europa, che soffre dei cali di flussi turistici.
In questo contesto, da segnalare il sempre maggiore peso del canale online (10% del totale)e delle nuove generazioni Y e Z, uniche a generare effettiva crescita dei consumi.