ECCO UNA MAPPA DI GRANDE INTERESSE. La classifica dei redditi Irpef degli 8.000 comuni italiani. Scarica il link

Twig

In questi mesi in Ministero dell’Economia ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi Irpef relative al 2015.

 

La società di consulenza Twig ha rielaborato queste informazioni per creare una mappatura globale di grande interesse.

Secondo questi dati, il comune nel quale abitano i cittadini con l’Irpef più alta (€ 43.737) è Basiglio, comune alle porte di Milano.

 

Qui ha sede il complesso residenziale Milano3 creato da Silvio Berlusconi nel quale vivono alcune delle famiglie più ricche d’Italia.

classifica

Agli ultimi posti abbiamo alcuni piccoli comuni del sud fra cui spicca Roseto Valfortore, in provincia di Foggia.

roseto

Vi risiedono circa 1.000 abitanti con una Irpef Media

di € 8.403.

Una piccola curiosità per la Puglia.

Il comune con l’Irpef più alto è Lecce con una media

di € 20.749.

Lecce ok

Per scaricare la ricerca di Twig, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

LA CLASSIFICA DEGLI STIPENDI IN ITALIA. Al 1° posto Milano; all’ultimo Lecce. Scarica il report completo pubblicato da JobPricing

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Il Geography Index è la classifica della retribuzione media rilevata nelle 110 province italiane pubblicata da Jobpricing.

Ha l’obiettivo di far luce sulle retribuzioni relative all’intero territorio italiano, individuando un valore di riferimento per ogni provincia.

Il Report contiene la graduatoria retributiva delle 20 regioni italiane e la graduatoria delle
110 province, suddivise in 3 “fasce di merito”.

Ecco le province prime in classifica.

 

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Le ultime in classifica.

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Per scaricare il report completo di Jobpricing, clicca qui

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

CLAMOROSO INCREMENTO DEI DIVORZI IN ITALIA. Scarica l’ultimo rapporto pubblicato dall’Istat

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L’Istat ha pubblicato gli ultimi dati su Matrimoni, Separazioni e Divorzi in Italia.

 

Nel 2015 sono stati celebrati in Italia 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto all’anno precedente.

Si tratta dell’aumento annuo più consistente dal 2008.

Prosegue anche nel 2015 l’aumento dei matrimoni celebrati con rito civile.

Sono stati 88.000 – l’8% in più rispetto al 2014 – e rappresentano ormai il 45,3% del totale dei matrimoni.

Gran parte di questo aumento è dovuto alle seconde nozze, ma il rito civile è sempre più scelto anche nei primi matrimoni di coppie italiane.

Per l’instabilità coniugale, i dati del 2015 risentono degli effetti delle recenti variazioni normative.

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In particolare l’introduzione del “divorzio breve” fa registrare un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014).

 

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Più contenuto è l’aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014).

La durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni.

Per scaricare il report dell’ISTAT, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

I GIOVANI CERCANO CASA MA NON LA TROVANO. Scarica l’ultima indagine pubblicata da Censis e Nomisma

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Censis e Nomisma hanno pubblicato in questi giorni una interessante ricerca sui comportamenti dei giovani Millenials di fronte al possibile acquisto della casa.

La ricerca descrive innanzitutto lo scenario delle giovani generazioni in Italia.

In Europa siamo il paese con la minor quota di giovani fra i 20 e i 34 anni.

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La quota dei NEET è altrettanto elevata.

 

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Sul fronte occupazionale la situazione dei giovani rimane preoccupante.

Solo la Grecia ha un tasso occupazione più basso del nostro.

 

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Questa lunga crisi economica non incentiva di certo il desiderio di andare a vivere da soli.

 

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Ecco l’affitto medio pagato dalle diverse fasce di popolazione.

 

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Tanti giovani (23,9%) si trovano in difficoltà nel pagamento dell’affitto mensile.

 

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Per scaricare la ricerca del Censis e Nomisma, clicca qui

Consulenza & Libere Professioni Edilizia & Immobiliare I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

CONTINUA IL CROLLO DELLE NASCITE IN ITALIA. Scarica il nuovo report pubblicato dall’Istat

01 - copertina

 

L’Istat ha pubblicato gli ultimi dati socio-demografici sulla popolazione italiana.

Ecco i principali indicatori

Al 1° gennaio 2016 la popolazione totale è di 60 milioni 656 mila residenti.

 

Ecco la suddivisione per regioni.

popolazione

 

Nel 2015 la popolazione residente si riduce di 139 mila unità.

La provincia di Bolzano si conferma la migliore sul fronte della natalità.

02- incremento della popolazione per regione

Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2016 sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale.

Nel 2015 le nascite sono state 488mila, quindicimila in meno rispetto al 2014 e nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.

Continua quindi a diminuire il numero di figli per coppia.

Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna.

 

07 - numero medio di figli per donna

L’età media delle madri al parto sale nel frattempo a 31,6 anni.

I morti sono stati 653 mila nel 2015, 54 mila in più dell’anno precedente (+9,1%).

Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi.

04 - tasso aumento mortalità

L’aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75- 95 anni).

Diminuisce la speranza di vita alla nascita.

Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85).

5 - decessi per sesso

Ecco la speranza di vita nelle regioni italiane

06- speranza di vita nelle regioni italiane

Per scaricare il report completo dell’Istat, clicca qui

 

 

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

COME STANNO GLI ITALIANI ? Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Istat (296 pagine)

copertina benessere

 

L’Istat ha presentato in questi giorni la terza edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile”.

Questo documento non è solo un prodotto editoriale ma una linea di ricerca, un processo che assume come punto di partenza la multidimensionalità del benessere.

Nel costruire con il Cnel questo progetto, l’Istat scelto di condividere le decisioni con esperti, ampi settori della società civile e consultando direttamente i cittadini.

Il tema della misurazione del benessere sta trovando ampi spazi di discussione in tutto il mondo e sono ormai diverse le esperienze internazionali che danno conto della multidimensionalità del benessere e del progresso civile di una società.

L’Istat ci offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l’evoluzione del nostro Paese negli anni recenti.

Assume come punto di partenza la multidimensionalità del benessere e analizzando un ampio numero di indicatori.

indice benessere

L’analisi degli aspetti che concorrono alla qualità della vita dei cittadini si articola in dodici settori (i “domini”) e 130 indicatori selezionati attraverso il coinvolgimento di esperti di settore e di una commissione scientifica.

Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI

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SEMPRE MENO BAMBINI IN ITALIA. Ecco gli ultimi dati dell’Istat

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L’Istat ha pubblicato il rapporto su  natalità e fecondità in Italia.

Nel 2014 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 502.596 bambini, quasi 12mila in meno rispetto al 2013, 74mila in meno sul 2008.

totLE NASCITRE

La diminuzione delle nascite è dovuta soprattutto alle coppie di genitori entrambi italiani: 398.540, quasi 82mila in meno negli ultimi sei anni.

Questo perché le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno e hanno una propensione ad avere figli sempre più bassa.

I nati all’interno del matrimonio continuano a diminuire: nel 2014 sono appena 363.916, ben 100mila in meno rispetto al 2008.

Al contrario, aumentano i nati da genitori non coniugati: oltre 138mila nel 2014, quasi 26mila in più sul 2008.

Quasi l’8% dei nati nel 2014 ha una madre di almeno 40 anni mentre in un caso su dieci (10,7%) la madre è sotto i 25 anni.

ETà DELLE MAMME

Il numero medio di figli per donna scende a 1,37 (rispetto a 1,46 del 2010).

Le donne italiane hanno in media 1,29 figli, le cittadine straniere residenti 1,97.

In quest’ultimo caso il calo è rilevante rispetto al 2008, quando avevano in media 2,65 figli.

Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana