FACEBOOK INTRODUCE LE CONTEXT CARD Ecco di cosa si tratta

context card

 

Ogni giorno Facebook si inventa qualcosa di nuovo per farci sapere cosa fanno i nostri amici in quel momento.

In queste ore ha introdotto Le context card.

Di cosa si tratta? 

Ad esempio se un utente effettua il check-in in un posto, le context card mostreranno gli altri amici che hanno visitato quel luogo, quando ci sono stati e le foto che hanno scattato. 

Oppure postando un aggiornamento che fa riferimento a un film, a un libro o a una canzone, Facebook ci dirà quali tra i nostri contatti hanno visto quel film, letto lo stesso libro o ascoltato la medesima canzone.

Queste context card facilitano l’interazione con i nostri amici, sulle cose che stanno facendo e sui luoghi che stanno visitando.

Ecco l’articolo apparso su Mashable:

http://mashable.com/2014/05/14/facebook-context-cards/

 

 

Consulenza & Libere Professioni

POWATAG ARRIVA DALL’INGHILTERRA UNA IMPORTANTE NOVITA’ PER ACQUISTARE D’IMPULSO PRODOTTI & SERVIZI Ecco di cosa si tratta

Powatag1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un nuovo progetto lanciato da un giovanotto inglese di 51 anni: Dan Wagner.

Con PowaTag bastano pochi secondi e uno smartphone per comprare qualsiasi tipologia di prodotto. 

L’app riconosce il codice QR di un prodotto o la musichetta del suo spot. 

Nel tempo di due touch, l’acquisto è fatto. 

Molte aziende hanno già aderito al progetto.

Al momento sono in 340, tra cui giganti come Nestlé, Glaxo e Adidas. 

Oltre al “come” PowaTag modifica anche il “dove” dell’acquisto. 

L’ambiente di vendita per le imprese si allarga dal negozio, a qualsiasi luogo dove sia possibile esporre il prodotto e il suo qr code (stadi, eventi, sfilate di moda, feste in discoteca…etc.).

Per le pubblicità sui quotidiani o i cartelloni stradali basta inquadrare il codice QR. 

Per quelle sui tablet premere il tasto “buy”. 

Per gli spot televisivi far ascoltare allo smartphone il jingle, modello Shazam. 

Grazie a questi tre “grilletti”, come li definisce Wagner, l’app identifica l’oggetto e lo mette nel carrello virtuale. 

Poi basta pagare, i dati della carta di credito si inseriscono una volta per tutte al primo accesso. 

Per ogni transazione completata PowaTag incassa 30 centesimi di euro

14 uffici inaugurati solo da novembre a oggi, con 200 nuovi assunti. 

Insieme a PowaTag, la società offre alle imprese un intero ecosistema per il commercio digitale: una piattaforma di e-commerce, PowaWeb, e servizi di pagamento elettronico, PowaPos. 

P.S. La tecnologia di PowaTag può essere utilizzata anche per effettuare donazioni ad associazioni non profit

Ecco il sito di POWATAG:

http://www.powatag.com/index.html

Consulenza & Libere Professioni

UNA IMPORTANTE RICERCA SULLE ABITUDINI DI ACQUISTO ONLINE DEGLI ITALIANI Scarica quanto prima il documento

netretail

 

 

“…Venti milioni di italiani hanno acquistato online almeno una volta nella vita. 

Circa il 10% dei 700 miliardi di euro di acquisti retail avviene dopo che l’utente si è informato in Rete: passa dal Web la decisione degli acquisti.

Nell’ultimo trimestre hanno oltrepassato i 50 milioni le operazioni di acquisto in Rete e le previsioni per fine 2014 sono di 200 milioni di operazioni. 

Nello studio, intitolato “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, commissionata da Netcomm a Human Highway e realizzata con il contributo di Banzai, Postecom e QVC, emerge che sta crescendo l’acquisto da dispositivi mobili.

Gli e-shopper, cioè quanti hanno effettuato un acquisto negli ultimi tre mesi, sono passati in tre anni da 9 a circa 16 milioni. Il 20% degli e-shopper ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’App su smartphone, il 13% utilizzando un’App su tablet.“

Se sono 20 milioni gli italiani che almeno una volta nell’arco della vita hanno acquistato online un bene e servizio, si attestano a 16 milioni gli italiani che hanno fatto e-commerce nell’ultimo trimestre. 

Gli e-shopper abituali, che fanno shopping su base mensile, a febbraio 2014 si aggiravano sui 9,4 milioni: la crescita sfiora il 20% nell’ultimo anno. 

Gli acquirenti sporadici (uno o due acquisti nell’arco del trimestre) superano i 6 milioni: registrano un incremento del 3,7% in più rispetto ad aprile 2013. 

Il totale degli atti di acquisto degli e-shopper è di circa 50 milioni di operazioni nell’ultimo trimestre, con una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2013, e la stima è di 200 milioni di operazioni per fine anno. 

ll 65% dei beni acquistati è stato un prodotto fisico, mentre ilrestante 35% un servizio o un bene digitale.

Ma la vera evoluzione in atto è il passaggio dall’e-commerce classico al fenomeno del Net Retail, destinato a rivoluzionare il vecchio modo di individuare, scegliere e acquistare i

Sono questi alcuni dei dati presenti nell’ultima ricerca, sono cinque le tendenze che alimentano la crescita del Net Retail:

1. La crescente familiarità con i servizi online da parte di oltre metà della popolazione italiana maggiorenne;

2. L’aumento di banda larga, anche se in Italia rimane molto da fare la tendenza è positiva e la banda larga si diffonde presso un numero crescente di famiglie e luoghi di lavoro (+93% nell’ultimo anno);

3. La capillare diffusione dei dispositivi mobili connessi alla Rete;

4. L’offerta dei Merchant dell’online, sia in termini di varietà che di qualità del servizio offerto;

5. La qualità del sistema di trasporto e consegna dei prodotti fisici acquistati in Rete.

La procedura per scaricare il report è questa:

Andate sul sito di Human Higway. (www.humanhighway.it).

Cliccate sulla copertina NET RETAIL.

Vi loggate con la vostra iscrizione a Linkedin …e potrete accedere al download del report.

Dai, un po’ di pazienza 😉

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AMAZON LANCIA IL PORTALE ITALIANO DEL FASHION Ecco il link

amazon

 

 

“…Amazon lancia la piattaforma dedicata alla moda anche in Italia. 

Dopo la Francia, e con due mesi di ritardo rispetto a eBay (che in aprile aveva annunciato il lancio della sezione eBay Moda partendo proprio dal nostro Paese), il gigante statunitense dell’e-commerce ha aperto, ieri sera a mezzanotte, il negozio abbigliamento con oltre 170 brand e più di 450mila capi disponibili. 

Tra i marchi di moda in vendita, anche Dkny, Lacoste, Diesel, Desigual e molti altri. 

I clienti possono navigare tra le categorie uomo, donna e bambino alla ricerca dei capi di tendenza della stagione, oltre a una selezione di gioielli e borse.

La spedizione è gratuita per ordini superiori a 19 euro e non prevede alcun costo per i resi. 

Questa notte, il sito è stato lanciato anche nella versione spagnola, con una scelta più assortita di marchi – circa 2mila – e dovrebbe arrivare presto anche in Germania.

Ecco il link:

http://www.amazon.it/www.amazon.it/b?ie=UTF8&node=2844433031

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TUTTI I NUMERI DELL’AGRICOLTURA IN ITALIA Scarica il rapporto del Censis

agricoltura

 

“…Più agricoltura nel futuro dell’Italia.

 

Gli anni più recenti sono stati caratterizzati da un diffuso e inaspettato ritorno di attenzione per il mondo agricolo.

 

Per l’82% degli italiani oggi il settore rappresenta un asset strategico del Paese per tornare a crescere: il 51% lo considera una fonte di ricchezza e di occupazione, il 31% ritiene che possa essere il nostro valore aggiunto in termini di competitività.

 

È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata per la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori).

 

Se gli italiani vedono più agricoltura nel futuro, anche il presente si colora di verde.

 

Fare l’orto e dedicarsi al giardinaggio non sono più attività per pochi affezionati, magari anziani.

 

Un italiano su due coltiva un orto (e tra i giovani la percentuale non si riduce: 51%) e ancora di più sono quelli con la passione per il giardinaggio (70%).

Giovani e start up guidano il rinnovamento.

 

Anche nei difficili anni della crisi l’agricoltura ha continuato a rappresentare un importante attrattore di iniziative imprenditoriali.

 

Dal 2010 a oggi sono nate 117mila nuove aziende, di cui 106mila in ambito agricolo e 11mila nell’agroalimentare.

I due settori hanno rappresentato l’ambito di attività prescelto dal 10,1% degli imprenditori che hanno avviato un’impresa negli ultimi tre anni.

 

E i giovani non hanno mancato di dare il loro contributo.

 

Sono stati 17mila gli under 30 che hanno avviato un’impresa agricola a partire dal 2010: su 100 start up, 15 sono state create da giovanissimi.
Successo dell’agricoltura anche nei percorsi formativi.

 

Tra il 2009 e il 2013, mentre è diminuito del 13,8% il numero complessivo degli immatricolati nelle università italiane, sono aumentati gli iscritti alle facoltà collegate al mondo agricolo: +43,1% per scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, +22,9% per scienze e tecnologie alimentari, +18,6% per scienze e tecnologie agrarie e forestali.

Il nuovo corso dell’agricoltura al femminile.

 

Il settore agricolo è un terreno fertile per l’universo femminile.

 

Il 9% delle imprenditrici opera in questo comparto, a fronte di una percentuale che tra gli uomini si ferma al 6,6%.

 

Le donne rappresentano il 31,2% del totale degli imprenditori del settore.

 

E la produzione media dell’impresa agricola condotta da una donna risulta superiore a quella facente capo a un uomo: in media 28.500 euro contro 24.800 euro.

La cultura bio che fa crescere l’azienda.

 

Da movimento di nicchia, il biologico è diventato un vero e proprio fenomeno di mercato.

Tra il 2011 e il 2012 la crescita più forte del commercio di prodotti bio si è registrata, con una certa sorpresa, nei discount (+25,5%), poi nei supermercati (+5,5%).

 

Convenienza e flessibilità trainano i piccoli negozi etnici. Se il supermercato resta di gran lunga il luogo prediletto dalle famiglie italiane per fare la spesa alimentare (per il 52%), il 9% si rivolge ai mercati rionali o ai piccoli negozi, mentre il 39% divide la spesa equamente tra supermercati e mercati rionali.

 

In crescita gli acquisti presso botteghe e negozi gestiti da stranieri: il 23% degli italiani vi acquista generi alimentari, frutta e verdura.

Per il 62% i prezzi sono più convenienti, per il 34% conta la particolarità dei prodotti offerti, per il 22% gli orari più flessibili rispetto ai negozi tradizionali.

E l’export vola. Non si ferma l’export agricolo e agroalimentare, che anche nel 2013 ha continuato a crescere (+4,8%), a fronte di un sostanziale stallo del valore delle esportazioni italiane complessive (-0,1%). Nel 2013 i prodotti agroalimentari hanno pesato per circa 33,5 miliardi di euro sulla bilancia commerciale.

Tante potenzialità, molti limiti: l’agricoltura italiana nel quadro europeo. Con un valore aggiunto superiore a 30 miliardi di euro, l’Italia è la seconda economia agricola europea, dopo la Francia, con un peso sul valore totale dell’Unione europea pari al 15,2%.

 

 

Ecco il link per scaricare il report, previa iscrizione gratuita al portale del Censis:

http://www.censis.it/5?shadow_evento=121024

 

 

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SE VUOI APRIRE UN’IMPRESA, PASSA PRIMA DALLA CAMERA DI COMMERCIO

CCIAA

 

 

Battesimo ufficiale del network nazionale degli Sportelli per l’imprenditorialità giovanile delle Camere di commercio. A partire da oggi la rete delle Camere di commercio mette a disposizione dei giovani un servizio gratuito dedicato espressamente a quanti vogliono creare una nuova impresa.

 

Il servizio delle Camere di commercio prevede un’offerta mirata e integrata di attività di orientamento, formazione, assistenza, accompagnamento e supporto espressamente indirizzata a rispondere ai diversi bisogni dello start up e post-start up, favorendo anche l’accesso a strumenti di credito e microcredito o agli incentivi pubblici nazionali e regionali, per valorizzare le opportunità occupazionali legate al lavoro indipendente. 

 

 

Ulteriori informazioni alla pagina web:

www.filo.unioncamere.it/giovani

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SU GOOGLE ESISTE UN LINK CHE DIFFAMA LA TUA PERSONA O LA TUA AZIENDA ? Da oggi puoi eliminarlo. Ecco la procedura

google

 

Google è già alle prese con le prime richieste di rimozione dei link, poche ore dopo la sentenza della Corte Europea che ne sancisce l’obbligo.

 

Ecco una guida utile a chi vuole esercitare il “diritto all’oblio”.

 

Come si fa
Per richiedere la rimozione dei link legati alla propria persona ovviamente basta andare online.

 

Google, ben prima della sentenza della Corte Ue, ha predisposto una pagina dedicata che va fatta scorrere in tutta la sua lunghezza fino a giungere all’ultimo link, ossia “È possibile visitare lo strumento per la risoluzione dei problemi relativi alle rimozioni per motivi legali”.

 

Ciò può non essere sufficiente, nel caso in cui nessuna delle opzioni offerte coincidesse con il motivo per il quale si sta chiedendo la rimozione di un link; così fosse è necessariocompilare i campi di un’altra pagina.

 

Riempire il form è semplice.

 

Va inserita l’URL “in presunta violazione”.

 

Se si tratta di più URL basta cliccare su “aggiungi un altro allegato” e procedere.

 

Google ha snellito la procedura che fino a ieri era un pochino più complessa, segno inequivocabile che a Mountain View – per quanto la sentenza possa essere risultata indigesta – si stanno già dando da fare per assoggettarsi a quanto deciso in Lussemburgo.

 

Cosa succede dopo
Una volta compilato il form il mittente riceve una comunicazione standard in cui Google afferma che risponderà sottostando ai tempi per smaltire l’ingente mole di lavoro e, qualora vi fossero i requisiti, la richiesta verrà evasa.

 

La posizione ufficiale di Google 
«La decisione ha implicazioni significative sul modo in cui gestiamo le richieste di rimozione. E’ complicato – non per ultimo per il gran numero di lingue implicate e per la necessità di effettuare accurate revisioni.

Non appena avremo pensato attentamente a come potrà funzionare, cosa che potrebbe richiedere diverse settimane, informeremo gli utenti».

Ecco la pagina dedicata per la rimozione degli URL indesiderati.

 

https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061#ts=2889054,2889099,2889064,3143866&from=Google%2C+arrivate+le+prime+richieste+di+rimozione+dei+link.+Ecco+come+si+fa+

 

 

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FACEBOOK LANCIA AUDIENCE INSIGHTS. Ecco di cosa si tratta

Audicence Insight

 

“…E’  un nuovo strumento di analisi pensato appositamente per i venditori che vogliono sfruttare al meglio il mercato potenziale di oltre un miliardo di utenti iscritti a Facebook

Questo nuovo tool permette di andare a delineare un bacino di possibili acquirenti lavorando su diversi elementi:

– Dati demografici (età e sesso, stile di vita, livello d’istruzione, situazione sentimentale, occupazione lavorativa, grandezza del nucleo familiare…)

– Like messi alle pagine (quali sono le pagine, in diverse categorie, che più piacciono all’audience selezionato)

– Ubicazione e lingue parlate dalle persone che si vogliono raggiungere

– Utilizzo di Facebook (quanto spesso e per quanto tempo il nostro target di persone sta su Facebook e da che dispositivi vi accede)

– Abitudini di acquisto (come e quanto spesso comprano on-line e off-line)

 

 

 

Inoltre sarà possibile applicare questi paletti a tre diverse tipologie di pubblico:

– utenti generici di Facebook

– persone che già seguono Fan Page o gli eventi da esse creati

– pubblico selezionato precedentemente per altre campagne

Ma la differenza forse più interessante, che segna un netto scarto tra questo nuovo strumento e i Page Insights a cui siamo abituati, è che Audience Insights monitora le attività e i trend di acquirenti correnti e di quelli possibili in futuro all’interno di tutto il social network e non solo di coloro che interagiscono con la nostra pagina.

Facebook ci tiene a precisare che, esattamente come i Google Analytics, i dati trattati rappresentano solo un insieme di preferenza già espresse dagli utenti con partner verificati e che i dati riguarderanno sempre e solo grandi gruppi di utenti e non i singoli che li compongono.

Per il momento Facebook Audience Insight è disponibile negli Stati Uniti.

Presto verrà esteso in tutto il mondo.

 

 

Ecco la pagina di Facebook For Business con l’annuncio ufficiale.

 

https://www.facebook.com/business/news/audience-insights

 

 

 

 

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