CPI

 

L’ Isfol ha pubblicato “Lo stato dei servizi pubblici per l’impiego in Europa: tendenze, conferme e sorprese”.

La ricerca curata da Francesca Bergamante e Manuel Marocco affronta la tematica partendo da tre elementi indicativi quali costi, organizzazione e risultati.

In controtendenza rispetto alla maggior parte dei paesi europei, la crisi economica si sta traducendo in Italia in un depotenziamento del servizio pubblico. 

Per quanto attiene alle risorse finanziarie l’Italia dedica ai Centri per l’impiego (Cpi) lo 0,03% del Pil, contro una media Ue dello 0,25%. 

Ciò si traduce in un investimento di circa 500 milioni di euro, pari quasi alla metà di quanto spende la Spagna e ben distante dai 8.872 milioni della Germania o dai 5.047 milioni della Francia. 
Inoltre tra il 2008 e il 2011 i principali paesi dell’area euro hanno reagito alla crisi finanziando ulteriormente i servizi pubblici per l’impiego, agendo sulla spesa e sugli addetti.

L’Italia, al contrario in termini assoluti ha investito quasi 200 milioni di euro in meno rispetto al 2008.

Un quadro analogo è quello relativo agli operatori, che in nel nostro Paese non arrivano a 9.000 contro gli 11.000 della Spagna, i 115.000 della Germania e i 49.000 della Francia.

Ecco il link per scaricare lo studio ISFOL:

http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/ShowFile.aspx…

 

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