fumo

Gli italiani sono fra gli europei che fumano meno.

Più virtuosi dei finlandesi e degli svedesi.

É quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Eurobarometro, secondo cui la percentuale dei consumatori di tabacco nel nostro paese è del 21%, in fondo alla classifica Ue subito prima della Finlandia (19%) e della Svezia (11%).

Siamo sotto la media europea del 26%, mentre gli ultimi della classe sono i greci (38%) e i bulgari (35%), dove a fare uso delle ‘bionde’ è almeno una persona su tre.

I dati arrivano in vista della Giornata mondiale senza tabacco, domenica 31 maggio.

 In Italia aumentano le vendite.

 Anche se siamo ‘i più bravi’ in Europa, in Italia aumenta la vendita di sigarette.

Per la prima volta da dieci anni tornano a salire nel 2014 del lo 0,5% le vendite di bionde.

Lo affermano i dati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità e del Mario Negri di Milano. “Questo dato – ha spiegato Roberta Pacifici, che dirige l’osservatorio sul fumo dell’Iss – unito al fatto che da dieci anni non varia la percentuale di fumatori ci dicono che le politiche di prevenzione in Italia hanno fallito”.

Più di 11 milioni di fumatori. 

Nel nostro paese si contano 11,3 milioni di fumatori attivi: 6,2 milioni sono uomini (il 25,4%); mentre sono oltre 5 milioni le tabagiste (il 18,9%).

Per la prima volta dal 2009, si osserva poi un aumento della prevalenza di giovani donne fumatrici: dal 15,3% del 2013 al 18,9% del 2014.

Non solo, un italiano su 4 è esposto ai pericoli del fumo passivo; l’80% ignora che anche questo possa provocare il cancro del polmone e che sia responsabile di riniti, bronchiti e asma, se gli esposti sono i bambini.

Cala il consumo in Europa. 

In generale, il consumo di tabacco è in calo in Europa: rispetto al 2012 si registra una diminuzione del 2%, specie fra i giovani fra i 15 e i 24 anni (4%).

Rimane ferma però a questa stessa fascia di età il momento in cui in media in Europa si comincia a fumare, cioè 17,6 anni.

Un dato “inaccettabile” per il commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis, che è pronto “ad aiutare i Paesi ad affrontare il problema, perché crea costi reali per la società, ma dipende da fattori gestibili di rischio, come nel caso dell’alcol o della cattiva nutrizione”.

Un vizio che continua a uccidere. 

Le stime parlano di 700mila morti e di un costo diretto per i sistemi sanitari europei per un totale di oltre 25 miliardi di euro, ogni anno.

Quanto alle novità, le sigarette elettroniche, il 12% degli europei le ha provate, ma solo il 2% ne fa uso, percentuale che scende rispettivamente all’8% e all’1% in Italia. In media nell’Ue sono tanti i giovani che le hanno usate almeno una volta (19% fra 15 e 24 anni, seguiti dal 17% fra 25 e 39 anni), percentuale che rimane rilevante, ma è inferiore, per gli italiani (8% fra 15 e 24 e 13% fra 25 e 39).

Chi le ‘prova’ in Europa in genere lo fa per smettere di fumare (67%), ma soltanto il 21% dei fumatori ha ridotto il consumo e solo il 14% ha smesso.

Per scaricare il report sul fumo, clicca QUI

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