ANNUNCIO UFFICIALE. Fra poco tutti noi potremo trasmettere le dirette live sul nostro profilo Facebook. Leggi i dettagli

Copertina live

E’ arrivato l’annuncio ufficiale.

Negli Stati Uniti parte il primo test per offrire a tutti gli utenti Facebook la possibilità di creare dirette live con lo smartphone.

Fino ad ora questa opportunità era riservata solo alle pagine verificate con spunta blu (brand, vip, editori e giornalisti).

vip

In Italia, Gianni Morandi è stato fra i primi a sperimentare questa opportunità.

 

gianni morandi

Con Facebook Live Video per tutti gli utenti, Mark Zuckerberg lancia l’offensiva contro la concorrenza di Periscope e Meerkat.

Per condividere il video dal vivo, l’utente deve andare su aggiornamento di stato e poi selezionare l’icona Live Video.

 cosa cliccare live

È possibile scrivere una descrizione rapida e scegliere il pubblico con cui si desidera condividere la diretta live.

chi vede il video

Durante la trasmissione si vedrà il numero di spettatori dal vivo, i nomi degli amici che sono sintonizzati e i commenti.

 commenti

Quando si termina la trasmissione, il video verrà salvato sul timeline dell’utente.

 

Ecco l’annuncio dal blog ufficiale di Facebook.

Consulenza & Libere Professioni Social Media, Web Marketing & E-Commerce

SCOPRI QUANTO GUADAGNANO LE PROFESSIONI DEL WEB IN ITALIA.

ICT

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In conclusione dell’evento SMAU 2015, JobPricing pubblica uno studio che riporta lo scenario retributivo nel settore dell’IT, del Web e del Hi-Tech.

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I dati retributivi relativi alle principali professionalità coinvolte nel settore sono stati considerati al lordo (con riferimento alla RAL – Retribuzione Annua Lorda, pertanto senza la componente variabile).

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Per scaricare il report di Jobpricing, clicca QUI

ICT - Information & Communication Technology Social Media, Web Marketing & E-Commerce

NEGLI U.S.A. IL PASSAPAROLA E I SOCIAL NETWORK SONO GLI STRUMENTI PIÙ UTILIZZATI DAI SELEZIONATORI. Leggi la ricerca pubblicata da Jobvite

passaparola

Negli Stati Uniti quali sono i criteri più utilizzati dalle aziende per la scelta dei loro candidati?

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Jobvite ha pubblicato una interessante ricerca condotta su 1.400 professionisti delle risorse umane.

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I due principali canali attraverso cui gli intervistati hanno dichiarato di avere trovato i migliori candidati sono il passaparola, cioè segnalazioni di colleghi o terzi, e i social network.

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Alle piattafome social ricorre addirittura il 92% dei recruiter per trovare i professionisti più adatti o per una più approfondita valutazione di quelli di cui hanno già visto il curriculum.

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Il social più consultato (dall’87% degli intervistati) è LinkedIn, seguito da Facebook (55%) e Twitter (47%).

social
Che cosa notano di più i selezionatori quando controllano i profili social dei candidati?

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Gli intervistati sono americani, ma le loro preferenze e avversioni possono essere un’utile spunto anche per gli italiani, tanto più se puntano a entrare in aziende multinazionali.

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Prima di tutto notano gli errori grammaticali e i refusi: tre quarti dei recruiter si fa un’impressione negativa del candidato se trova post con strafalcioni.

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Poi le attività di volontariato, che invece piacciono molto: che sia in ambito professionale, aziendale o sociale, l’impegno personale per il bene comune è apprezzato dal 75% dei reclutatori.

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Attenzione invece ai selfie: ne ha una percezione negativa il 25% degli intervistati, che forse pensano a candidati troppo egoriferiti.

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cosa si cosa no

Infine, quasi inutile dirlo, alcol e droghefoto del candidato che beve fanno una pessima impressione a metà dei recruiter, ma se le foto lo ritraggono mentre fuma marijuana o simili, l’agognato lavoro se lo può scordare.

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Per scaricare la ricerca di Jobvite, clicca QUI

Risorse Umane Social Media, Web Marketing & E-Commerce

LA PIÙ COMPLETA RICERCA SULLO SCENARIO DEI MAKERS IN ITALIA. Scarica il rapporto di Prometeia.

coperrtina make

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In occasione della Maker Fair di Roma, viene pubblicato in questi giorni il

“1° rapporto sull’impatto delle tecnologie digitali nel sistema manifatturiero italiano”

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La ricerca è presentata da:

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Fondazione Make in Italy cdb con ItaliaLavoro,

Hewlett Packard,

BNL Gruppo Bnp Paribas

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Realizzato da: Fondazione Nord Est e Prometeia

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Executive Summary e Conclusioni di: Stefano Micelli

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Introduzione di: Massimo Banzi Carlo De Benedetti Riccardo Luna

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Per scaricare la ricerca, clicca QUI

Makers & Artigianato Digitale Social Media, Web Marketing & E-Commerce

HAI PRESENTE QUEI GIOVANI CHE STANNO SEMPRE A SMANETTARE ? Ecco chi sono e cosa fanno. Scarica senza indugio il report pubblicato dal Censis.

millenails

Il Censis ha pubblicato una nuova ricerca:
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«Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro.

Nuovi soggetti della ripresa italiana alla prova»

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Quasi 32.000 nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015 sono state fondate da un under 35, cioè sono state aperte più di 300 imprese al giorno guidate da giovani.

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Un terzo di tutte le imprese avviate nel trimestre fa capo a un giovane.

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Lo stock complessivo di imprese di giovani è oggi pari a 594.000, cioè costituiscono il 9,8% del tessuto imprenditoriale del Paese.

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Alle barriere di accesso al mercato del lavoro e ai rischi di incaglio nella precarietà, i Millennials italiani hanno opposto una forza vitale partendo da una potenza italiana consolidata: l’imprenditorialità.

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La voglia di impresa è trasversale ai territori, inclusi i più critici, perché anche nel Mezzogiorno il 40,6% delle imprese nate nel trimestre è riconducibile a un giovane, con un tasso di crescita del 3,5% rispetto al trimestre precedente.

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Sono 2,3 milioni i Millennials che svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica.

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Un milione di Millennials ha cambiato almeno due lavori nel corso dell’anno, 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi dodici mesi, 1,8 milioni hanno svolto lavoretti pur di guadagnare qualcosa, 1,7 milioni nell’ultimo anno hanno lavorato con contratti di durata inferiore a un mese, 4,4 milioni hanno fatto stage non retribuiti.

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Pur di entrare nel mondo del lavoro e «stare in partita», tanti Millennials si accontentano di impieghi lontani dal loro percorso di formazione, anche in nero.

si adattano a un lavoro più basso

Altro che troppo choosy: si tratta di un’adattabilità sociale sommersa e poco riconosciuta.

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I Millenials lavorano tantissimo.

 lavorano tanto

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Per scaricare la ricerca del Censis, clicca QUI

Editoria & Giornalismo I dati Socio-Demografici della popolazione italiana ICT - Information & Communication Technology Social Media, Web Marketing & E-Commerce

VUOI FARE IL FATTORINO PER AMAZON ? Negli USA puoi guadagnare fino a 25 dollari l’ora. Ecco come funziona.

amazon ok

Negli Stati Uniti il 30 settembre è stato lanciato il servizio Amazon Flex, la nuova applicazione che offre a chiunque la possibilità di guadagnare diventando fattorini.

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I requisiti per farne parte:

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avere 21 anni, un auto propria e un cellulare android.

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Amazon Flex è già attivo nella città di Seattle.

Presto arriverà anche a Manhattan, Baltimora,Miami, Dallas, Austin, Chicago, Indianapolis, Atlanta e Portland.

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L’app, sfruttando la geo-localizzazione, permette agli aspiranti postini di ritirare la merce dai vari depositi e di consegnarla ai clienti impiegando al massimo un’ora.

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Il compenso varia da 18 ai 25 dollari per ogni spedizione e non sono previsti limiti riguardo alle ore di lavoro.

 why amazon flex

L’azienda, comunque, non ha escluso per il futuro la possibilità di effettuare consegne anche con biciclette o addirittura a piedi in posti come Manhattan.

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Se questo servizio arriverà in Italia, ci saranno sicuramente molti candidati.

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Con sole 4 ore di lavoro al giorno e lavorando 22 giorni al mese si può raggranellare un compenso superiore ai 1.400 euro.

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Ecco il link di Amazon Flex.

Commercio & Grande Distribuzione Organizzata Social Media, Web Marketing & E-Commerce