Copertina happy

Anche quest’anno, in occasione della quarta giornata mondiale della felicità indetta dall’ONU, è stato pubblicato l’e-book iHappy 2015 edito dal Corriere della Sera e VOICES from the Blogs.

La ricerca raccoglie tutti i dati sull’andamento della felicità in Italia nel corso del 2015 attraverso Twitter.

mappa italia happy

Possiamo vedere la classifica delle città più felici e più infelici e cercare di spiegare quali fattori abbiano contribuito a generare buonumore o tristezza.

indice IHappy

A livello regionale, per il terzo anno consecutivo, la Puglia si è confermata ai vertici nella classifica della felicità italiana.

Quest’anno i pugliesi devono però accontentarsi della seconda piazza perché la palma di regione più felice va all’Umbria.

Al terzo posto il Trentino Alto Adige, che in passato aveva fatto segnare una felicità più bassa della media.

Tra le province invece trionfa Novara, che precede Genova (prima nel 2013 e terza nel 2014) e Lucca.

Tra le top-10 anche Firenze, Cagliari e Bari.

le 2 province più felici

Da una analisi econometrica sui dati del 2015 osserviamo che la felicità perdura nel tempo.

Se un evento produce più felicità oggi, tale effetto è destinato a riprodursi anche nei giorni successivi.

L’analisi mostra anche che la felicità è più elevata nelle città di media grandezza, verosimilmente perché lì migliora la qualità ambientale, ma anche degli ospedali e di servizi per il tempo libero (come cinema, librerie, ristoranti, teatri).

Al contrario il reddito per-capite anche quest’anno di per sé continua a non essere il “motore” della felicità.

Le provincie più ricche infatti non sono necessariamente quelle più felici.

E se negli anni scorsi erano stati lo spread e l’indice MIB ad influire sul buonumore, nel corso del 2015 è il saldo delle imprese a favorire la felicità.

Quando il numero di imprese in una provincia aumenta rispetto al 2014 di 1 punto percentuale, iHappy cresce allo stesso modo di quasi 1 punto.

Arrivano conferme, rispetto agli anni passati, anche in merito all’effetto di San Valentino (+2,1 punti) e della Festa delle donne (+5,1).

Come sempre, lo spostamento di lancette dovuto all’ora legale crea ansia e depressione, facendo scendere (-4,1) la felicità.

Mentre Natale è sempre Natale: il giorno più felice di tutto il 2015.

i 5 giorni più felici

Il giorno più buio come tristezza in Italia è stato il 3 settembre, quando in rete circolano le foto del piccolo Aylan (35,9), annegato nel tentativo di raggiungere l’Europa, seguito dai giorni che seguono la strage del Bataclan (37,4).

i 5 cinque giorni più tristi

Studiare i social media per capire la felicità degli italiani ha un ulteriore vantaggio.

Permette infatti di capire il livello di buonumore a seconda dell’ora (e del minuto) in cui vengono pubblicati i post on-line.

Così facendo si scopre, ma non è una novità, che per molti è dura svegliarsi presto la mattina e così tra le 6:30 e le 7:45 circa ecco il primo picco negativo dell’umore che invece risale tra le 8 e 9, complice il caffè con i colleghi e le battute tra i compagni di scuola per poi declinare di pari passo con il tasso glicemico fino all’ora di pranzo.

Per scaricare il report completo IHAppy 2015, clicca QUI

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