Ecco il programma:
“…Partirà a settembre la sperimentazione dell’apprendistato per gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori.
I ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia hanno firmato il decreto attuativo del programma sperimentale, 2014-2016, che aprirà le porte delle aziende agli studenti, singolarmente o coinvolgendo l’intera classe.
Cosa prevede il decreto
Prima di arrivare alla convenzione con la singola scuola, l’azienda interessata sottoscriverà un protocollo d’intesa con il Miur, ministero del Lavoro Regioni interessate.
Si dovranno specificare:
gli indirizzi di studio coinvolti,
i criteri per individuare scuole e studenti,
le modalità per assicurare ai giovani l’eventuale rientro nei percorsi ordinari,
il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro,
i criteri per il monitoraggio
la valutare della sperimentazione.
L’impresa dovrà, ovviamente, dimostrare di avere le carte in regola per la formazione degli apprendisti anche minorenni, di rispettare le norme sulla sicurezza, di avere capacità occupazionali coerenti con le norme sull’apprendistato.
Ogni studente-apprendista sarà accompagnato da un “piano formativo personalizzato”, che esplicita il percorso di studio e di lavoro, e da un sistema tutoriale che vede congiuntamente impegnati il tutor aziendale, designato dall’impresa, e il tutor scolastico, individuato tra gli insegnanti del consiglio di classe in possesso di competenze adeguate.
Per agevolare il loro compito sono previste specifiche attività formative, anche congiunte, a carico dell’impresa.
Notevoli gli spazi di flessibilità a disposizione delle scuole: per l’interazione tra apprendimento in aula ed esperienza di lavoro potranno utilizzare fino al 35% dell’orario annuale delle lezioni.
Per gli istituti tecnici e professionali si tratta, ad esempio, di un massimo di 369 ore su 1.056, ovvero di margini di autonomia nettamente superiori rispetto a quelli di cui le istituzioni scolastiche dispongono solitamente per organizzare la propria offerta formativa “libera”.
I periodi di apprendistato (on the job) sono valutati e certificati e valgono come crediti ai fini dell’ammissione all’esame di Stato.
Per la predisposizione della terza prova scritta la commissione d’esame dovrà tener conto dello specifico percorso sperimentale seguito dagli allievi e potrà avvalersi della presenza del tutor aziendale come esperto, senza oneri per la finanza pubblica.
A breve partiranno le attività informative per le famiglie e gli studenti delle scuole aderenti al programma sperimentale affinché possano partecipare con consapevolezza alle selezioni.
Facebook ha annunciato una nuova modifica nel suo algoritmo.
Da oggi i post condivisi automaticamente da servizi di terze parti riceveranno un ranking più basso nel News feed.
Il loro intento è preferire i post scritti direttamente su Facebook .
Ecco il comunicato ufficiale di Facebook:
https://developers.facebook.com/blog/post/2014/05/27/more-control-with-sharing/
Google Plus lancia Google Stories.
Gli utenti potranno creare degli album fotografici delle proprie vacanze in modo semplice ed intuitivo.
In pratica, Google Stories è l’automatizzazione di Composizione Automatica, la funzione introdotta con Kit Kat che già permetteva la realizzazione di filmati con le foto e i video scelti dall’utente.
Google Stories, invece, seleziona in automatico le immagini più belle e potenzialmente rilevati realizzate durante un viaggio, per creare una raccolta dinamica facile da visualizzare e dal design accattivante, che ricorda applicazioni come Facebook Paper e Flipboard.
In questo modo, non ci sarà più bisogno di trovare il tempo per selezionare gli scatti migliori tra le centinaia portate a casa dalla vacanza.
Ecco l’annuncio di Google + :
http://googleblog.blogspot.it/…/google-stories-and…
Ogni giorno Facebook si inventa qualcosa di nuovo per farci sapere cosa fanno i nostri amici in quel momento.
In queste ore ha introdotto Le context card.
Di cosa si tratta?
Ad esempio se un utente effettua il check-in in un posto, le context card mostreranno gli altri amici che hanno visitato quel luogo, quando ci sono stati e le foto che hanno scattato.
Oppure postando un aggiornamento che fa riferimento a un film, a un libro o a una canzone, Facebook ci dirà quali tra i nostri contatti hanno visto quel film, letto lo stesso libro o ascoltato la medesima canzone.
Queste context card facilitano l’interazione con i nostri amici, sulle cose che stanno facendo e sui luoghi che stanno visitando.
Ecco l’articolo apparso su Mashable:
http://mashable.com/2014/05/14/facebook-context-cards/
tutto quello di cui hai bisogno per il tuo canale youtube personale o aziendale:
https://www.youtube.com/yt/creators/it/index.html
Un nuovo progetto lanciato da un giovanotto inglese di 51 anni: Dan Wagner.
Con PowaTag bastano pochi secondi e uno smartphone per comprare qualsiasi tipologia di prodotto.
L’app riconosce il codice QR di un prodotto o la musichetta del suo spot.
Nel tempo di due touch, l’acquisto è fatto.
Molte aziende hanno già aderito al progetto.
Al momento sono in 340, tra cui giganti come Nestlé, Glaxo e Adidas.
Oltre al “come” PowaTag modifica anche il “dove” dell’acquisto.
L’ambiente di vendita per le imprese si allarga dal negozio, a qualsiasi luogo dove sia possibile esporre il prodotto e il suo qr code (stadi, eventi, sfilate di moda, feste in discoteca…etc.).
Per le pubblicità sui quotidiani o i cartelloni stradali basta inquadrare il codice QR.
Per quelle sui tablet premere il tasto “buy”.
Per gli spot televisivi far ascoltare allo smartphone il jingle, modello Shazam.
Grazie a questi tre “grilletti”, come li definisce Wagner, l’app identifica l’oggetto e lo mette nel carrello virtuale.
Poi basta pagare, i dati della carta di credito si inseriscono una volta per tutte al primo accesso.
Per ogni transazione completata PowaTag incassa 30 centesimi di euro
14 uffici inaugurati solo da novembre a oggi, con 200 nuovi assunti.
Insieme a PowaTag, la società offre alle imprese un intero ecosistema per il commercio digitale: una piattaforma di e-commerce, PowaWeb, e servizi di pagamento elettronico, PowaPos.
P.S. La tecnologia di PowaTag può essere utilizzata anche per effettuare donazioni ad associazioni non profit
Ecco il sito di POWATAG:
“…Venti milioni di italiani hanno acquistato online almeno una volta nella vita.
Circa il 10% dei 700 miliardi di euro di acquisti retail avviene dopo che l’utente si è informato in Rete: passa dal Web la decisione degli acquisti.
Nell’ultimo trimestre hanno oltrepassato i 50 milioni le operazioni di acquisto in Rete e le previsioni per fine 2014 sono di 200 milioni di operazioni.
Nello studio, intitolato “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, commissionata da Netcomm a Human Highway e realizzata con il contributo di Banzai, Postecom e QVC, emerge che sta crescendo l’acquisto da dispositivi mobili.
Gli e-shopper, cioè quanti hanno effettuato un acquisto negli ultimi tre mesi, sono passati in tre anni da 9 a circa 16 milioni. Il 20% degli e-shopper ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’App su smartphone, il 13% utilizzando un’App su tablet.“
Se sono 20 milioni gli italiani che almeno una volta nell’arco della vita hanno acquistato online un bene e servizio, si attestano a 16 milioni gli italiani che hanno fatto e-commerce nell’ultimo trimestre.
Gli e-shopper abituali, che fanno shopping su base mensile, a febbraio 2014 si aggiravano sui 9,4 milioni: la crescita sfiora il 20% nell’ultimo anno.
Gli acquirenti sporadici (uno o due acquisti nell’arco del trimestre) superano i 6 milioni: registrano un incremento del 3,7% in più rispetto ad aprile 2013.
Il totale degli atti di acquisto degli e-shopper è di circa 50 milioni di operazioni nell’ultimo trimestre, con una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2013, e la stima è di 200 milioni di operazioni per fine anno.
ll 65% dei beni acquistati è stato un prodotto fisico, mentre ilrestante 35% un servizio o un bene digitale.
Ma la vera evoluzione in atto è il passaggio dall’e-commerce classico al fenomeno del Net Retail, destinato a rivoluzionare il vecchio modo di individuare, scegliere e acquistare i
Sono questi alcuni dei dati presenti nell’ultima ricerca, sono cinque le tendenze che alimentano la crescita del Net Retail:
1. La crescente familiarità con i servizi online da parte di oltre metà della popolazione italiana maggiorenne;
2. L’aumento di banda larga, anche se in Italia rimane molto da fare la tendenza è positiva e la banda larga si diffonde presso un numero crescente di famiglie e luoghi di lavoro (+93% nell’ultimo anno);
3. La capillare diffusione dei dispositivi mobili connessi alla Rete;
4. L’offerta dei Merchant dell’online, sia in termini di varietà che di qualità del servizio offerto;
5. La qualità del sistema di trasporto e consegna dei prodotti fisici acquistati in Rete.
La procedura per scaricare il report è questa:
Andate sul sito di Human Higway. (www.humanhighway.it).
Cliccate sulla copertina NET RETAIL.
Vi loggate con la vostra iscrizione a Linkedin …e potrete accedere al download del report.
Dai, un po’ di pazienza 😉
“…Amazon lancia la piattaforma dedicata alla moda anche in Italia.
Dopo la Francia, e con due mesi di ritardo rispetto a eBay (che in aprile aveva annunciato il lancio della sezione eBay Moda partendo proprio dal nostro Paese), il gigante statunitense dell’e-commerce ha aperto, ieri sera a mezzanotte, il negozio abbigliamento con oltre 170 brand e più di 450mila capi disponibili.
Tra i marchi di moda in vendita, anche Dkny, Lacoste, Diesel, Desigual e molti altri.
I clienti possono navigare tra le categorie uomo, donna e bambino alla ricerca dei capi di tendenza della stagione, oltre a una selezione di gioielli e borse.
La spedizione è gratuita per ordini superiori a 19 euro e non prevede alcun costo per i resi.
Questa notte, il sito è stato lanciato anche nella versione spagnola, con una scelta più assortita di marchi – circa 2mila – e dovrebbe arrivare presto anche in Germania.
Ecco il link:
http://www.amazon.it/www.amazon.it/b?ie=UTF8&node=2844433031