286 PAGINE DI STATISTICHE SULL’ITALIA Scarica gratis il rapporto pubblicato oggi dall’Istat

istatok

 

Giunto alla sesta edizione, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di 120 indicatori, raccolti in 19 settori, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione.

Gli indicatori si possono consultare, scaricare su un foglio elettronico, approfondire grazie ai link presenti in ogni pagina. 

E’ inoltre possibile navigare tra i dati in modo interattivo, attraverso innovativi strumenti di visualizzazione dinamica. In questo modo l’Istat si conferma all’avanguardia tra gli Istituti nazionali di statistica nell’uso delle nuove tecnologie per la diffusione e la comunicazione dell’informazione statistica.

Accanto alle tradizionali versioni, on line e cartacea, gli utenti avranno anche la possibilità di consultare gli indicatori in formati digitali, quali e-book e App per smartphone.

Ecco il link per scaricare il volume:

http://www.istat.it/it/files/2013/03/Noi-Italia-2013.pdf…

 

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I NUMERI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA Scarica l’indagine pubblicata da ISFOL

isfol

 

“….Sono 40 mila i corsi della formazione professionale regionale finanziati con fondi pubblici. 

È quanto emerge dall’Indagine campionaria sull’Offerta di Formazione Professionale (OFP) 2012, realizzata dall’Isfol. 

L’utenza complessiva ammonta a circa 670 mila allievi ed in media ogni struttura formativa ha erogato 17 corsi in un anno, coinvolgendo in totale 280 unità.

La maggior parte delle strutture che ha realizzato percorsi finanziati con fondi pubblici ha erogato corsi aventi come contenuto principale l’informatica di base (37,4%) e a seguire corsi relativi ai temi della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro (29,1%).

Relativamente agli allievi, il profilo socio-demografico di chi ha partecipato a corsi finanziati con fondi pubblici mostra una leggera prevalenza dell’utenza femminile su quella maschile e una netta prevalenza delle classi di età giovanili (18-34 anni) rispetto ad una presenza residuale delle classi over 50. 

I non occupati rappresentano quasi il doppio rispetto agli occupati, con un valore massimo espresso nel Sud. 

Ecco il link per scaricare l’indagine:

http://isfoloa.isfol.it/…/Angotti_Del%20Cimmuto_L…

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UNA MAREA DI FINANZIAMENTI NELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE DI ERASMUS + Salvati il link e studiati i bandi

erasmus +

 

“….Le organizzazioni che nel 2014 desiderano trasmettere una candidatura per ottenere un finanziamento attraverso Erasmus+, il nuovo programma dell’Unione europea a favore dell’istruzione, della formazione, dei giovani e dello sport, possono iniziare fin da subito a preparare le domande di sovvenzione. 

La Guida del nuovo programma Erasmus+ fornisce informazioni dettagliate su come presentare la domanda. 

Il programma è aperto ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani o dello sport. 

Le candidature per il finanziamento possono essere presentate online a partire dalla fine di gennaio. 

Le persone fisiche non possono presentare direttamente una domanda di sovvenzione, sono le loro università, i college o gli organismi di vario genere, che effettueranno la domanda per ottenere un finanziamento in Erasmus+.

Nel 2014 Erasmus+ disporrà complessivamente di 1 miliardo e 800 milioni di euro per finanziamenti volti a promuovere opportunità di mobilità per:

– studenti, tirocinanti, insegnanti e altro personale docente, giovani per gli scambi di giovani, animatori giovanili e volontari

– creare o migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro

– sostenere il dialogo e reperire una serie di informazioni concrete, necessarie per realizzare la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani

Per la prima volta saranno concessi finanziamenti non solo ad università e istituti di formazione, ma anche a nuovi partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze delle abilità settoriali”, che costituiranno sinergie tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro consentendo agli istituti d’istruzione superiore, ai formatori e alle imprese di incentivare l’innovazione e lo spirito imprenditoriale nonché di elaborare nuovi programmi e qualifiche per colmare le lacune a livello delle abilità.

Il nuovo programma Erasmus+ combina tutti gli attuali regimi di finanziamento dell’Unione nel settore dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, compreso il programma di apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig), Gioventù in azione e cinque programmi di cooperazione internazionale (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i paesi industrializzati). 

Esso comprende inoltre per la prima volta un sostegno allo sport. Con il programma integrato i richiedenti possono ottenere più agevolmente una visione d’insieme delle opportunità di sovvenzione disponibili, mentre altre semplificazioni contribuiranno a loro volta a facilitare l’accesso.
Erasmus+ fornirà opportunità di studio, di formazione o di esperienze lavorative o di volontariato all’estero.

Ecco il link al nuovo sito:

http://www.erasmusplus.it/

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PERCHE’ I GIOVANI NON TROVANO LAVORO IN ITALIA ? Scarica il Rapporto McKinsey

MkKinsey

 

 

“…McKinsey & Company ha pubblicato la ricerca “Studio ergo Lavoro. 
Come facilitare la transizione scuola-lavoro per ridurre in modo strutturale la disoccupazione giovanile in Italia”.

In Italia la disoccupazione giovanile ha superato il 40%, con ben 2 milioni e mezzo di giovani under 30 che non studiano né lavorano. 

Dall’analisi condotta sul lavoro giovanile (giovani tra i 15 e i 29 ani) in Italia, emerge come quello dell’occupazione sia un problema fortemente radicato nel paese, al punto che la componente strutturale rappresenta il 40% del tasso di disoccupazione giovanile complessivo.

Lo studio, che fotografa un’Italia strutturalmente incapace di garantire un futuro professionale ai propri giovani, identifica tre ostacoli principali nel passaggio dallo studio al lavoro.

Innanzitutto lo sbilanciamento quantitativo tra domanda delle imprese e formazione dei giovani. 

Si pensi che nel 2012 le aziende italiane hanno riscontrato grandi difficoltà nel reperimento di 65.000 professionisti specializzati in diversi settori. 

Ciò è in parte attribuibile al fatto che solo per 3 studenti su 10 lo sbocco occupazionale costituisce il driver di scelta primario del percorso di studi da intraprendere.

Un secondo ostacolo strutturale identificato da McKinsey consiste nell’assenza delle competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. 

Oltre alla carenza di esperienza pratica, le aziende italiane criticano lacune nelle lingue straniere e nella matematica di base, ma anche la scarsità di autonomia ed etica: tali carenze impattano negativamente sul rapporto di lavoro per oltre il 47% dei giovani. 

Un’ulteriore problema strutturale, particolarmente radicato in Italia, riguarda i canali per la ricerca di lavoro.

Se in Germania l’80% dei processi di selezione passa attraverso i centri dell’impiego statali, in Italia la percentuale dei giovani che trova lavoro con il supporto degli uffici di collocamento è di appena l’1%. Per sopperire a tale carenza, l’80% di loro si rivolge a parenti e amici considerando il loro aiuto più efficace degli strumenti istituzionali.

Dopo aver fotografato la situazione del lavoro giovanile in Italia, McKinsey mette a punto un piano di intervento per agire sulle problematiche strutturali individuate, sia a livello nazionale per mezzo di iniziative legislative e programmi di sensibilizzazione e comunicazione efficaci, sia a livello locale, per mezzo di strumenti di supporto concreti.

La programmazione pluriennale proposta da McKinsey agisce su diverse aree e suggerisce azioni concrete, come ad esempio la creazione di un’offerta formativa che risponda alle esigenze professionali del paese, la messa a punto di servizi di orientamento adeguati, il miglioramento dei canali di collocamento, un’effettiva collaborazione tra il mondo della formazione e quello del lavoro.

Ecco il link per scaricare il report di McKinsey:

http://www.mckinsey.it/…/file/studio_ergo_lavoro..pdf

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LO SCENARIO DI MERCATO DEL SISTEMA COOPERATIVO IN ITALIA Scarica il rapporto pubblicato da UnionCamere

unioncamere

 

 

 

“…UnionCamere ha presentato il Rapporto “Cooperazione, non profit e imprenditoria sociale: economia e lavoro”.

– Oltre 66 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2012, pari al 4,7% del reddito complessivo prodotto in Italia.

– 77mila imprese attive iscritte a fine 2013 nei Registri delle Camere di commercio

– 1 milione e 200mila occupati censiti nel 2011

– una domanda di lavoro programmata per il 2013 che raggiunge le 73.500 unità, puntando sulla qualificazione delle risorse umane ma anche sull’inclusione sociale, con una spiccata apertura ai giovani, alle donne, agli immigrati e a quanti hanno avuto poche opportunità di studiare.

Il rapporto Unioncamere svela il consistente apporto all’economia nazionale e la capacità di resistenza alle avversità del ciclo economico, collocandolo in un ampio ragionamento che va dalla cooperazione all’imprenditoria sociale e ponendo attenzione, in generale, anche all’intero mondo del non profit…”

Ecco il link per scaricare il report di 95 pagine:

http://www.unioncamere.gov.it/download/3095.html

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