Categoria: Consulenza & Libere Professioni
DA OGGI PINTEREST TI AVVERTE QUANDO ARRIVA UNO SCONTO SUL PRODOTTO CHE TI PIACE. Ecco come funziona

Pinterest lancia un nuovo strumento per gli amanti dello shopping.
In questi giorni ha aggiunto un’opzione che permette ai propri iscritti di essere prontamente avvisati non appena l’indumento pinnato viene venduto a un prezzo scontato.
L’interessato al prodotto viene avvertito con una notifica e una mail che comunicano il cambio di costo evitando così all’utente di tornare più volte sul social in attesa dell’inizio dei saldi.
Una scelta interessante per incentivare gli acquisti di impulso.
Al momento questa soluzione è disponibile solo per i paesi nei quali sono già presenti i pin acquistabili (buyable Pin).
Aspettiamo per i prossimi mesi l’arrivo anche in Italia.
Ecco il comunicato ufficiale di Pinterest.
LO SCENARIO DELLE START UP IN ITALIA. Scarica il report pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il nuovo report sullo scenario delle startup in Italia.
Superano quota 5.000 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Un trend in continua crescita: 30 sono state fondate nel 2009, 173 nel 2010, 309 nel 2011, 513 nel 2012, 981 nel 2013, 1.537 nel 2014 e 1.501 nel 2015.
Le Regioni dove si registra la maggiore presenza sono, rispettivamente, Lombardia (1.090), Emilia Romagna (575), Lazio (495), Veneto (377) e Piemonte (350).
Ecco di cosa si occupano le startup italiane.

Sul piano occupazionale, le 1.710 startup con dipendenti impiegavano a fine giugno 4.891 addetti.
A fine settembre erano 18.677 i soci nelle 4.582 startup innovative con almeno un socio.
Analizzando il periodo settembre 2014-giugno 2015, il numero delle persone complessivamente coinvolte nelle startup innovative ha registrato un incremento del 64%, passando da poco più di 13 mila unità a quasi 22 mila unità (4.891 dipendenti, cui si sommano 16.861 soci rilevati al 30 giugno 2015).
Per il futuro il governo centrale intende rafforzare questo ecosistema.

Per scaricare il report completo, clicca QUI.
Per scaricare le slide, clicca QUI
I MIGLIORI BRAND SU INSTAGRAM. Scarica la ricerca completa

La società di ricerche Simply Measured ha pubblicato una interessante ricerca sulle performance dei brand all’interno di Instagram.
Sono stati analizzati più di 2.500 post organici e la ricerca ci svela audience e coinvolgimento.
Il 90% dei migliori brand globali utilizza Instagram.

Lusso, auto e abbigliamento sono i settori più popolari.
Il miglior brand su Instagram è Nike.
Per scaricare la ricerca completa, clicca QUI
LE PERFORMANCE DELLE REGIONI SUI SOCIAL MEDIA. Scarica la ricerca di Blogmeter

In questi giorni Blogmeter ha presentato la ricerca sulle performance delle Regioni sui social media.
L’autore della ricerca è Vincenzo Cosenza.

Sono state analizzate le attività delle regioni su Facebook, Twitter, Instagram nel periodo dal 1 agosto al 31 ottobre di quest’anno.

Rispetto agli anni passati quasi tutte le regioni hanno abbracciato Facebook (95%) e Twitter (90%), ma ancora solo il 67% sfrutta il potenziale di Instagram.

Dei circa 28.000 contenuti prodotti, il 66% è stato pubblicato su Twitter, il 31% su Facebook e solo il 3% su Instagram.
Ma le interazioni stimolate da tali contenuti, oltre 2,8 milioni, solo per il 5% sono avvenute sul primo network, mentre l’84% è derivato da Facebook e un buon 11% da Instagram.

La situazione su Facebook può essere fotografata dalla mappa di posizionamento delle pagine regionali per numero di fan (asse x), engagement (asse y) e post scritti (grandezza della bolla).

Tra i leader, Visit Tuscany è la pagina che è riuscita a raccogliere la community più ampia.
Interessante anche il livello di coinvolgimento (circa 450.000 fan hanno generato oltre 500.000 interazioni), probabilmente anche grazie alla scelta di scrivere soltanto in inglese.
In termini di fan, seguono Visit Sicily e Alto Adige da vivere, mentre per engagement Visit Veneto (284.000) e Visit Trentino (273.000).

La media delle interazioni per post è di 460 tra like, commenti, condivisioni, ma il Veneto riesce a stimolare ben 2.300 interazioni medie per post e la Toscana 1.600.
Anche se le foto sono la forma più usata di contenuto, dovrebbe far riflettere che il post che ha avuto più successo è un video di Friuli Venezia Giulia Turismo, che ha ottenuto oltre 18.500 interazioni e 333.000 visualizzazioni.

Su Twitter i leader in termini di follower acquisiti sono Marche (oltre 73.500), Emilia Romagna (39.000) e Puglia (21.000).
Per capacità di coinvolgimento svettano Visit Lazio (27.100 tra like, retweet, mention), le Marche (20.300 interazioni) e l’Emilia Romagna (12.700).
Qui la media delle interazioni per post è molto bassa: 9 interazioni per tweet pubblicato.
Sicuramente influisce negativamente la mole di contenuti postati (qualcosa come 300 al mese), ma anche una generale difficoltà di trovare il modo giusto per interessare gli utenti di Twitter.
Si pensi che i tweet più virali, di Visit Lazio e Viaggiare in Puglia, collezionano rispettivamente 167 e 144 interazioni.

Ecco gli hashtag più utilizzati su Twitter:
Ancora poco sfruttato Instagram.
Visit Tuscany svetta anche qui con oltre 18.200 follower e 106.300 interazioni (somma di like e reply).
Per follower ancora distanti, sui 10.000, Veneto, Puglia e Marche, mentre per interazioni seguono Visit Veneto (50.600 interazioni), Marche Tourism (30.000), Turismo in Liguria (25.300) e Visit South Tyrol (24.900).
La media delle interazioni per singolo post è di 278, molto più elevata che su Twitter.
I contenuti più apprezzati sono i paesaggi, in particolare quelli della Toscana che arrivano a totalizzare oltre 1.500 interazioni.
In conclusione.
Le Regioni hanno ampi margini di miglioramento sul fronte social.
Emergono numerose opportunità ancora da cogliere sia in termini di sperimentazione (contenuti, formati, social advertising), che di Customer Relationship Management.
Per scaricare la ricerca di Blogmeter, clicca QUI
LA GRANDE FUGA. Leggi i dati sull’università italiana

La Fondazione RES ha pubblicato il Rapporto 2015 sull’Università in Italia.
I numeri sono drammatici.
Rispetto al momento di massima espansione nel 2008, scrivono i ricercatori, la tendenza alla contrazione ha raggiunto oggi il momento più critico.
Gli studenti immatricolati si sono ridotti di oltre 66mila (-20%);
I docenti sono scesi a meno di 52mila (-17%);
Il personale tecnico amministrativo a 59mila (-18%);
I corsi di studio a 4.628 (-18%).
La tendenza a disinvestire è evidente nei dati sul Fondo di finanziamento ordinario, diminuito, in termini reali, del 22,5%.
In valore: sette miliardi, che vanno comparati agli oltre 26 miliardi della Germania.
Una tendenza opposta a quelle in corso in tutti paesi avanzati.
L’obiettivo europeo di raggiungere, al 2020, il 40% di giovani laureati sembra decisamente fuori dalla portata dell’Italia che, con il 23,9%, è all’ultimo posto fra i 28 stati membri.
La situazione è drammatica soprattutto per gli atenei del Centro-Sud, e peggio ancora va nelle isole.
Il Fondo di finanziamento, ripartito in modo assai diverso negli ultimi anni, ha visto tagli, al Sud, di circa il 12% e nelle Isole di oltre un quinto.
I cambiamenti introdotti nei meccanismi di ripartizione dei finanziamenti, con un aumento fino al 20% della quota premiale legata a risultati conseguiti nella didattica e nella ricerca, paradossalmente aggravano il quadro perché penalizzano le università del Mezzogiorno per la loro inefficienza, senza spingerle realmente su un sentiero di miglioramento e di maggiore responsabilizzazione.
Dell’esercito di giovani che non si iscrivono più a un corso di laurea, oltre il 50% disertano atenei del Mezzogiorno: (37mila matricole in meno dal 2003 al 2014).
Maggiore, nel Meridione, la quota di studenti che abbandona gli studi universitari dopo il primo anno (il 17,5% al Sud, contro il 12,6% al Nord e il 15,1% al Centro).
La mobilità studentesca, che potrebbe essere anche letta in positivo, mostra invece solo il volto triste della migrazione.
Il 30% degli immatricolati meridionali si iscrivono in università del Centro-Nord.
Un flusso a senso unico.
Tra le cause, va considerata anche la scarsa disponibilità di borse di studio e di servizi per gli studenti nelle regioni meridionali.
Per scaricare la ricerca, clicca QUI
ANNUNCIO UFFICIALE. Fra poco tutti noi potremo trasmettere le dirette live sul nostro profilo Facebook. Leggi i dettagli

E’ arrivato l’annuncio ufficiale.
Negli Stati Uniti parte il primo test per offrire a tutti gli utenti Facebook la possibilità di creare dirette live con lo smartphone.
Fino ad ora questa opportunità era riservata solo alle pagine verificate con spunta blu (brand, vip, editori e giornalisti).
In Italia, Gianni Morandi è stato fra i primi a sperimentare questa opportunità.

Con Facebook Live Video per tutti gli utenti, Mark Zuckerberg lancia l’offensiva contro la concorrenza di Periscope e Meerkat.
Per condividere il video dal vivo, l’utente deve andare su aggiornamento di stato e poi selezionare l’icona Live Video.
È possibile scrivere una descrizione rapida e scegliere il pubblico con cui si desidera condividere la diretta live.

Durante la trasmissione si vedrà il numero di spettatori dal vivo, i nomi degli amici che sono sintonizzati e i commenti.
Quando si termina la trasmissione, il video verrà salvato sul timeline dell’utente.
Ecco l’annuncio dal blog ufficiale di Facebook.
516 PAGINE DI STATISTICHE SULL’ITALIA. Scarica il nuovo Rapporto Censis

Giunto alla 49ª edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase di ripresa che stiamo attraversando.
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Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come la società stia seguendo uno sviluppo fatto sulla sua storia di lungo periodo e sulla capacità inventiva degli italiani.
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Un impasto che connota il “resto” che non entra nella cronaca e nel dibattito socio-politico e non accede al proscenio della visibilità mediatica, ma anima il “racconto” reale del Paese.
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Nella seconda parte, «La società italiana al 2015», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno, descrivendo una società sconnessa a bassa autopropulsione, ma anche i punti di ripartenza (e trasformazione) dell’Italia, nonostante politica e società siano ancora fuori sincrono.
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Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori:
– la formazione
– il lavoro
– la rappresentanza
– il welfare e la sanità
– il territorio e le reti
– i soggetti e i processi economici
– i media e la comunicazione
– la sicurezza e la cittadinanza
Per scaricare i capitoli del libro, clicca sui titoli:
Capitolo 1, Considerazioni Generali
Capitolo 2 . La società Italiana al 2015
Capitolo 3. Processi Formativi
Capitolo 4. Lavoro, professionalità, rappresentanze
Capitolo 5. Il sistema di Welfare
Capitolo 6. Territorio e Reti
Capitolo 7. I soggetti Economici dello Sviluppo
Capitolo 8. Comunicazione e Media
Capitolo 9. Sicurezza e Cittadinanza
VUOI LAVORARE IN EUROPA ? Scarica il manuale Isfol

Isfol ha pubblicato “Il Manuale dello stage in Europa”.
Una guida pratica e di facile consultazione, corredata di 33 schede Paese:
– 28 Paesi dell’Unione europea,
– 3 dello Spazio Economico Europeo,
– Serbia e alla Turchia, membri non Ue della Rete Euroguidance,
Vi sono indicazioni su come muoversi per cercare uno stage, contattare le aziende, preparare la documentazione, trovare un alloggio, conoscere il Paese dove si è deciso di andare.
Un vademecum fondamentale per cogliere questa opportunità, il miglior biglietto da visita per entrare nel mondo del lavoro.
Nel Manuale viene presentato un ricco elenco di aziende italiane, grandi e non solo, che hanno sedi o consociate nei singoli Paesi europei.
Potrebbe essere strategico fare un tirocinio in queste imprese per essere presi maggiormente in considerazione, una volta tornati a casa.
Per scaricare il manuale, clicca QUI
COME STANNO GLI ITALIANI ? Scarica il nuovo rapporto pubblicato dall’Istat (296 pagine)

L’Istat ha presentato in questi giorni la terza edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile”.
Questo documento non è solo un prodotto editoriale ma una linea di ricerca, un processo che assume come punto di partenza la multidimensionalità del benessere.
Nel costruire con il Cnel questo progetto, l’Istat scelto di condividere le decisioni con esperti, ampi settori della società civile e consultando direttamente i cittadini.
Il tema della misurazione del benessere sta trovando ampi spazi di discussione in tutto il mondo e sono ormai diverse le esperienze internazionali che danno conto della multidimensionalità del benessere e del progresso civile di una società.
L’Istat ci offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l’evoluzione del nostro Paese negli anni recenti.
Assume come punto di partenza la multidimensionalità del benessere e analizzando un ampio numero di indicatori.
















