http://www.galseb.it/gare-e-avvisi/283-avviso-pubblico-per-la-partecipazione-ad-un-work-cafe.html
….Maria Cecilia Andretta, 31 anni appena compiuti e Leonardo Cucchiarini (40 anni) sono i fondatori di Privategriffe.com.
Nato nell’aprile del 2012, è il primo marketplace online per vendere abiti e accessori di seconda mano, ma di griffe di primo piano.
Una «social boutique» che permette a chi abbia capi inutilizzati di disfarsene, sfruttando la vetrina del web e dei social network.
In Privategriffe.com basta iscriversi e caricare nel proprio profilo le foto di ciò che si vuole vendere.
Quando viene registrato un acquisto, viene mandata una mail al venditore per avvertirlo che un corriere passerà a ritirare il prodotto, per sottoporlo a degli attenti controlli di qualità, nella sede di Peschiera Borromeo, ed eventualmente a interventi di ricondizionamento come la lucidatura della pelletteria e l’igienizzazione degli abiti.
Se i controlli sono superati, la merce viene spedita al cliente.
Il pagamento viene fatto in sicurezza sulla piattaforma.
Il sito web trattiene in media il 25% del prezzo, e due volte al mese vengono versati gli incassi ai venditori.
Dopo un anno e mezzo di vita Privategriffe.com ha oltre 70mila iscritti e 100mila visite mensili, 2mila prodotti caricati ogni mese e uno scontrino medio di 260 euro.
Tutti dati in costante crescita, anche grazie all’attrattività dei marchi messi in vendita.
Sono perlopiù brand di lusso, anche se ultimamente si stanno espandendo anche a marchi come Zara e Abercrombie & Fitch.
Gli utenti di Privategriffe.com sono al 95% donne e colpisce il dato che il 26% di esse abbia un’età compresa fra i 41 e i 50 anni.
E per chi non è esattamente un nativo digitale viene messo a disposizione un servizio di customer care che segue gli utenti passo passo.
E’ stato anche pubblicato online un manuale molto dettagliato per imparare a valorizzare i propri prodotti anche sui social network.
“…La Giunta regionale ha approvato il Piano “Tutti i giovani sono una risorsa. Indirizzi strategici e obiettivi di sviluppo di Bollenti Spiriti, programma della Regione Puglia per le Politiche Giovanili 2014 – 2015”.
Con tale Piano si intende proseguire nella elaborazione di un modello di sviluppo fondamentalmente centrato sulle capacità creative e innovative che le giovani generazioni possono e sono capaci di esprimere.
Alla luce dei risultati raggiunti, ma anche del progressivo aggravarsi del fenomeno della disoccupazione e dell’inattività giovanile a causa della congiuntura economica, il Piano si propone di potenziare, rafforzare ed innovare le attività del programma Bollenti Spiriti per rispondere alle nuove emergenze sociali causate dalla crisi.
L’obiettivo è consentire al maggior numero possibile di giovani pugliesi di svolgere esperienze di educazione informale e non formale, rafforzare le proprie competenze sul campo, elaborare un progetto personale e professionale e, nello stesso tempo, partecipare attivamente allo sviluppo del proprio territorio.
Il tutto attraverso una integrazione intelligente tra le politiche regionali, nazionali ed europee, il coinvolgimento progressivo di persone, organizzazioni, attori sociali.
Il Piano, con una dotazione complessiva di € 5.256.704,82.
Il predetto Piano comprende attività da svolgersi in continuità con le azioni già avviate o in corso di attivazione nell’ambito del programma Bollenti Spiriti ed è articolato in 5 obiettivi strategici:
• Far emergere le forze latenti;
• Permettere ai giovani di sperimentare e imparare facendo;
• Accompagnare progetti e iniziative verso l’autonomia;
• Creare un sistema aperto di interventi per i giovani;
• Rendere la Puglia una Regione accogliente per i “nuovi”.
Ecco il piano:
“…Il Rapporto Famiglie e lavoro 2013 curato da Italia Lavoro mette in luce l’impatto della crisi sulle famiglie dal punto di vista della condizione occupazionale.
Un impatto pesante: preoccupanti sono le ripercussioni del fenomeno dei Neet, cioè deigiovani che non lavorano, non studiano e non fanno formazione: 1.967.888 famiglie (cioè il 28,9% di quelle con almeno un componente di 15-29 anni) hanno almeno un Neet tra i suoi membri e il 12,7% ne ha addirittura più di uno.
Le percentuali più preoccupanti si registrano nelle maggiori regioni del Sud, cioè in Calabria (42,4%), Sicilia (44,8%), Campania (42,9%), e Puglia (39,2%).
La crisi economica ritarda inoltre l’emancipazione giovanile: nel 2012 quasi 4,7 milioni di ragazzi di 20-29 anni vivono con i loro genitori, di cui il 14,7% (690 mila) sono disoccupati, il 31,6% (1,5 milioni) inattivi che studiano e il 13% (610 mila) inattivi che non studiano.
Complessivamente oltre il 20% (cioè 5.544.239 famiglie) del totale delle famiglie italiane ha almeno un componente in difficoltà (disoccupati, lavoratori a termine, in cassa integrazione, in part time involontario.
La crisi non solo impoverisce le famiglie, ma ne cambia gli equilibri e crea tensioni nella cellula fondamentale della società….”
Ecco il link per scaricare la ricerca di Italia Lavoro:
L’Osservatorio nazionale del turismo di Unioncamere e Isnart ha pubblicato i dati sui fatturati delle strutture ricettive italiane nel 2013.
L’industria turistica italiana si lascia alle spalle il 2013 con un dato di sostanziale tenuta, grazie alla “volata” iniziata l’estate scorsa: +1,9% rispetto al 2012.
Ecco i tassi medi di occupazione delle camere:
villaggi turistici: 37,7%
rifugi alpini: 21,1%
ostelli: 40,8%
agriturismi: 29,3%
Alberghi (globale): 47,5%,
Alberghi 5 stelle:58,3%
Alberghi 4 stelle: 54,9% .
Ecco il comunicato di UnionCamere Isnart:
“…Nel 2013, oltre 24 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali.
Rispetto al 2012, la quota di lettori di libri è scesa dal 46% al 43%.
Nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 49,3% della popolazione femminile e solo il 36,4% di quella maschile.
La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già in età scolare, a partire dagli 11 anni.
La fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (57,2%).
La propensione alla lettura dipende dalla scuola, ma anche dall’ambiente familiare: leggono libri il 75% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 35,4% di quelli con genitori che non leggono.
Permangono le differenze territoriali: nelle regioni settentrionali legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (50,1% nel Nord-ovest e 51,3% nel Nord-est), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di lettori è pari solo al 30,7%….”
Ecco il link per scaricare il rapporto dell’Istat:
“….L’Inps, l’Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali presentano il quarto Rapporto sulla Coesione sociale. Anche quest’anno il rapporto è articolato in due volumi.
Il primo volume, a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è una guida ai principali indicatori utili a rappresentare la situazione nel nostro Paese e la sua collocazione in ambito europeo. L’obiettivo è quello di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.
Il secondo volume si compone di una serie di tavole statistiche che offrono dati, generalmente aggiornati al 2012, articolati a diversi livelli territoriali per consentire comparazioni regionali e internazionali. A questo fine sono state utilizzate indagini statistiche ed archivi amministrativi nazionali (di fonte Inps, Ministero del lavoro e Istat) e fonti internazionali (Eurostat e Ocse).
Le informazioni sono organizzate in tre sezioni:
• Contesti, che riporta tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro.
• Famiglia e coesione sociale, in cui si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti – capitale umano, conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, povertà.
• Spesa ed interventi per la coesione sociale, con dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli Enti locali.
Ecco il link per scaricare i due volumi: