L’Istat ha pubblicato il nuovo rapporto sulle abitudini degli italiani che vanno al cinema.
Ecco i principali indicatori.
Nel 2017 si stima che il 49,6% delle persone di 6 anni e più (circa 28 milioni 400 mila persone) abbia frequentato sale cinematografiche almeno una volta nei 12 mesi precedenti.
Tra le persone che si sono recate al cinema, la maggior parte ha una frequentazione saltuaria (da 1 a 3 volte in un anno), l’11,7% un po’ più regolare (da 4 a 6 volte l’anno) mentre solo il 7,7% frequenta più assiduamente le sale (7 o più volte in un anno).
Le tendenze degli ultimi 25 anni sono caratterizzate da un notevole aumento nella quota di spettatori saltuari (da 20,9% del 1993 a 30,1%) e dal calo di quella dei frequentatori assidui (da 9,5% del 1993 a 7,7%).
Aumentano soprattutto le spettatrici.
Rispetto al 1993, la quota di donne che sono andate al cinema almeno una volta nell’ultimo anno è passata da 37,6% a 48,8%.
Si va di più al cinema nelle regioni del Centro rispetto alla media nazionale.
“Informazione e social media secondo i policymaker”,
condotta da Quorum/YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co, è la prima analisi svolta in Italia su un campione rappresentativo di parlamentari.
Attraverso un questionario somministrato a 94 deputati e senatori di tutti i gruppi politici, è stato possibile ‘mappare’ fonti di informazione e canali social utilizzati dai policymaker, ma anche l’attendibilità riconosciuta dai parlamentari a testate, giornali e tv.
Ecco i risultati più interessanti.
Sky Tg 24 è il telegiornale più seguito dai parlamentari.
Ecco i giornali cartacei più letti.
Dopo le rassegne stampae i quotidiani locali abbiamo Corriere della Sera e Fatto Quotidiano.
I giornali on line preferiti dai parlamentari vedono l’ANSA al 1° posto.
E infine, quali sono le fonti di informazione ritenute più affidabili?
Anche in questo caso l’ANSAè la prima in classifica.
L’incidenza della povertà assoluta è calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una famiglia con determinate caratteristiche, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile. Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia (che si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per tipo di comune di residenza).
POVERTA’ RELATIVA
La stima dell’incidenza della povertà relativa (percentuale di famiglie e persone povere) viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà), che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile pro-capite nel Paese, e nel 2017 è risultata di 1.085,22 euro (+2,2% rispetto al valore della soglia nel 2016, quando era pari a 1.061,35 euro). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore sono classificate come povere.
Symbola e Unioncamere hanno pubblicato l’edizione 2018 del Rapporto “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”.
La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana.
Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e no profit, genera più di 92 miliardi di euro.
Questo settore attiva molti altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale.
Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell’economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo.
Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione.
Il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia.
Il Digital News Report 2018, realizzato da Reuters Institute for the Study of Journalism in collaborazione con l’Università di Oxford, fotografa quali sono le fonti di informazione più apprezzate in 36 Paesi tra Europa, Americhe e Asia/Oceania.
Ecco i dati per l’Italia.
Questa è la classifica delle fonti ritenute più attendibili.
Le fonti più utilizzate nel corso della settimana vede al 1° posto La Repubblica on line.
Infine, i sociale i sistemi di messaggistica più utilizzati per reperire informazioni.
Per scaricare il report completo della Reuters, clicca QUI
Da alcuni anni Facebook ha creato un importante piattaforma per le organizzazioni non profit e i privati che desiderano avviare una raccolta fondi.
Ognuno di noi dispone di un cruscotto molto semplice attraverso il quale possiamo donare alle iniziative che ci stanno più a cuore.
In questi giorni Facebook ha annunciato delle importanti novità.
1) Le PAGINE deibrand, delle figure pubbliche e delle organizzazioni non profit possono ora raccogliere fondi per cause non profit.
2) Aggiunta di organizzatori: le persone possono ora invitare gli amici a gestire insieme una raccolta di fondi, contribuendo ad espandere la loro rete di sostenitori.
PER MAGGIORI DETTAGLI, ECCO QUI L’ANNUNCIO UFFICIALE.