LA STRATOSFERICA TASSAZIONE DEI LAVORATORI AUTONOMI. Leggi il rapporto completo

copertina povertà

 

 La crisi travolge i lavoratori autonomi.

Quelli che – secondo la Cgia di Mestre – nel 2014 sono stati colpiti più di tutti dalla povertà in ambito professionale.

L’anno scorso il 24,9% delle famiglie con reddito principale da lavoro autonomo ha vissuto con una disponibilità economica inferiore a 9.455 euro annui, ovvero sotto la soglia di povertà definita dall’Istat.

rischio povertà nelle famiglie italiane

Negli ultimi anni, il reddito degli autonomi è calato del 10,6%.

 

reddito medio familiare

Quando un lavoratore dipendente perde momentaneamente il posto di lavoro può disporre di diverse misure di sostegno al reddito e nel caso venga licenziato può contare anche su una indennità di disoccupazione.

Un autonomo, invece, non ha alcun paracadute.

Una volta chiusa l’attività è costretto a rimettersi in gioco affrontando una serie di sfide per molti versi impossibili.

La CGIA fa notare che dall’inizio della crisi (2008) al primo semestre di quest’anno, gli autonomi (ovvero, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i liberi professionisti, i coadiuvanti familiari, etc.) sono diminuiti di quasi 260 mila unità: del 4,8 per cento.

andamento occupazione

La contrazione peggiore tra gli autonomi si è avuta in Emilia Romagna (-14,6%), seguita da Campania (-13,7%) e Calabria (13,3%).

Per scaricare il report completo della CGIA di Mestre, clicca QUI

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SEMPRE MENO BAMBINI IN ITALIA. Ecco gli ultimi dati dell’Istat

copetina istat

L’Istat ha pubblicato il rapporto su  natalità e fecondità in Italia.

Nel 2014 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 502.596 bambini, quasi 12mila in meno rispetto al 2013, 74mila in meno sul 2008.

totLE NASCITRE

La diminuzione delle nascite è dovuta soprattutto alle coppie di genitori entrambi italiani: 398.540, quasi 82mila in meno negli ultimi sei anni.

Questo perché le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno e hanno una propensione ad avere figli sempre più bassa.

I nati all’interno del matrimonio continuano a diminuire: nel 2014 sono appena 363.916, ben 100mila in meno rispetto al 2008.

Al contrario, aumentano i nati da genitori non coniugati: oltre 138mila nel 2014, quasi 26mila in più sul 2008.

Quasi l’8% dei nati nel 2014 ha una madre di almeno 40 anni mentre in un caso su dieci (10,7%) la madre è sotto i 25 anni.

ETà DELLE MAMME

Il numero medio di figli per donna scende a 1,37 (rispetto a 1,46 del 2010).

Le donne italiane hanno in media 1,29 figli, le cittadine straniere residenti 1,97.

In quest’ultimo caso il calo è rilevante rispetto al 2008, quando avevano in media 2,65 figli.

Per scaricare il report dell’Istat, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni I dati Socio-Demografici della popolazione italiana

L’ITALIA È ALL’ULTIMO POSTO COME NUMERO DI LAUREATI. Scarica il Rapporto OCSE con tutti i numeri (568 pagine)

sguardo

 

L’OCSE ha presentato il Rapporto “Education at a glance”.

copertina in inglese

Nella classifica dei 34 Paesi più industrializzati del mondo, l’Italia è ultima per numero di giovani laureati e quartultima per soldi investiti nell’università in rapporto al Pil.

tasso laureati

I numeri relativi all’istruzione superiore sono quelli che preoccupano di più, perché rischiano di condannare il Paese a un lento ma inarrestabile declino economico.

Se i laureati sono così pochi è anche perché da noi l’equivalente del bachelor (la laurea triennale) è considerato di fatto solo come un gradino intermedio in vista della laurea magistrale.

I percorsi professionalizzanti come gli Its restano percentualmente marginali.

In Italia purtroppo il tessuto industriale è fatto di piccole e medie imprese.

Queste ultime assumono pochi laureati.

 

Il vantaggio relativo della laurea ai fini di un impiego si è assottigliato al punto da essersi rovesciato.

Il tasso di occupazione di chi ha fatto l’università è di un punto percentuale inferiore a chi ha solo il diploma (62% contro il 63%).

di'lomati e laurati occupazione

Alla base di tutti questi ritardi, sta il dato di fondo della estrema scarsità di risorse investite: appena lo 0,9% del Prodotto interno lordo.

E’ la metà del Regno Unito (1,8%) e comunque molto meno della Germania e della Francia (1,2% e 1,4%).

Francesco Avvisati e Gabriele Marconi sono gli autori della sezione italiana del rapporto OCSE.

avvisati

Scarica  QUI il file in powerpoint con le loro considerazioni sul sistema educativo italiano.

Per scaricare la sintesi del rapporto in lingua italiana, clicca QUI

Per scaricare l’intero rapporto dell’OCSE in lingua inglese, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni Scuola

QUANTO RIMANE AGLI AUTORI DEI CONTENUTI CULTURALI PUBBLICATI ON LINE? Scarica la ricerca pubblicata da Roland Berger e SIAE

copertina roland

 

La ricchezza generata dai contenuti culturali non torna in misura ragionevole a chi ha contribuito a crearla: gli autori.

In Italia c’è un value gap di almeno 369 milioni per chi crea”.

Lo ha detto il Presidente Designato Filippo Sugar in occasione della “puntata zero” di Hackathon 2016, il Festival globale dell’economia digitale presentato a Trani il 21 novembre.

In questa occasione, sono stati presentati i risultati di uno studio sostenuto da SIAE e realizzato da Roland Berger sul tema “Il contenuto culturale nell’ambiente online”.

dalla vecchia alla nuova modalità

La ricerca analizza il modello di business degli intermediari tecnici e il “divario nella generazione di valore”, ovvero il value gap.

mappaturaintermediari

Lo studio è stato commissionato dalla Società Italiana degli Autori ed Editori con l’obiettivo di stimare l’impatto sui ricavi degli intermediari tecnici (motori di ricerca, aggregatori di contenuti, social network, servizi cloud) legato ai contenuti culturali.

creazione esplicita di valore

Il documento ha messo in evidenza che il 27% del valore dei  consumi culturali (pari a 369 milioni di euro) non viene trasferito agli autori.

impatto in italia

In Europa la percentuale è del 23% e il valore non trasferito agli autori è pari a 4.980 milioni di euro.

 

impatto in europa

Sugar ha inoltre sottolineato che l’industria della creatività è il terzo settore per occupazione in Europa, mentre per esempio l’industria automobilistica è all’ottavo posto”.

“Quello musicale è stato il primo settore economico ad essere violentemente impattato dalla rivoluzione digitale e l’impatto è stato devastante. 

Siamo stati inondati per anni da una serie di studi farlocchi che dicevano che la condivisione aiuta a far crescere l’industria discografica. Falso.

Ma questi studi hanno annebbiato la nostra coscienza.

L’idea che il frutto della creatività debba essere gratuito è sbagliata”.

La musica ha sempre più successo: il prodotto funziona tantissimo ma noi ci stiamo impoverendo, perché qualcun altro sta guadagnando su quello che realizzano autori e produttori.

Questo è semplicemente ingiusto. Quello che è accaduto al comparto musicale succederà a catena anche agli altri comparti: tv, cinema, editoria, etc…”

Per scaricare il report pubblicato da SIAE e Roland Berger, clicca QUI

Consulenza & Libere Professioni Editoria & Giornalismo Industria Musicale

SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE: il consulente può offrire gratis i suoi servizi professionali ad amici e parenti. Leggi il documento

corte

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Il Fisco non può inventare compensi e redditi inesistenti.

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Il contribuente può legittimamente prestare servizi professionali a parenti ed amici senza chiedere di essere pagato.

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È questo, in sintesi, quanto stabilito dalla Cassazione, con la sentenza 21972/2015, depositata il 28 ottobre, che ha respinto il ricorso presentato dall’ufficio contro la sentenza della Commissione Tributaria Campania, n. 92/29/2008, depositata il 7 maggio.

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L’ufficio, nel 2005, aveva emesso un accertamento relativo al 2001, chiedendo imposte, sanzioni e interessi, in quanto un professionista, esercente l’attività di consulente fiscale, non aveva emesso fatture a 72 clienti per prestazioni che aveva effettuato gratuitamente.

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Per l’ufficio, invece, era impossibile che il professionista effettuasse le prestazioni senza chiedere alcun compenso.

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La Corte di Cassazione ribalta la sentenza.

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Secondo la Corte “…è da ritenere plausibile la gratuità dell’opera svolta dal professionista, in considerazione dei rapporti di clientela e di amicizia con gli stessi clienti.

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Il 70% di tali soggetti risultano soci di società di persone, la cui contabilità è affidata alle cure del contribuente, per cui ogni eventuale compenso rientra in quello corrisposto dalla società di appartenenza.

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L’attività svolta in loro favore riguardava soltanto l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi ed era finalizzata all’incremento della clientela, cosicché la semplicità della prestazione in sé rende verosimile l’assunto del contribuente circa la sua gratuità…”.

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Per scaricare la sentenza, clicca QUI

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LA GREEN ECONOMY PRODUCE RICCHEZZA E POSTI DI LAVORO. Ecco il rapporto pubblicato da Symbola e Unioncamere

copertina green economy

La Green Economy in Italia è ormai un’occasione colta, più che un dover essere.

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Lo dicono i numeri.

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eco efficienza

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Quelli di GreenItaly 2015, il 6° rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, che misura e pesa la forza della green economy nazionale.

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Un’impresa su quattro dall’inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, design, qualità e bellezza.

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Sono infatti 372.000 le aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.

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L’orientamento green si conferma un fattore strategico per il made in Italy.

Ala nostra green economy si devono 102,497 miliardi di valore aggiunto – pari al 10,3% dell’economia nazionale – e 2milioni 942mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’.

valore aggiunto

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Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale ed è destinata a salire ancora entro dicembre.

green jobs

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Dalla green Italy infatti arriveranno quest’anno 294.200 assunzioni legate a competenze green: ben il 59% della domanda di lavoro.

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Per scaricare il report di Symbola, clicca QUI

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BREAKING NEWS DA FACEBOOK. Arrivano i video immersivi a 360°. Ecco come funzionano

360 ok

Facebook punta sempre più sui video e sulla realtà virtuale e rende disponibile sul social network i video a 360 gradi.

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La funzione era stata già introdotta da YouTube nei mesi passati.

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All’interno del flusso delle notizie inizieranno ad apparire in queste ore video che offrono una esperienza più “immersiva“; l’utente potrà scegliere da quale angolatura guardarlo.

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Una possibilità in più per media e mondo dello spettacolo di offrire contenuti speciali.

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“Per creare un video a 360 gradi viene utilizzato uno speciale set di videocamere, per registrare simultaneamente la scena – spiega Facebook -.

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Questo significa che, quando il video viene riprodotto sul social network, l’utente potrà scegliere da quale angolatura guardarlo.

discovery

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Da desktop, potrà farlo semplicemente muovendosi con il cursore intorno al video;

dai dispositivi mobili potrà fare la stessa cosa, ma con le dita o semplicemente ruotando il dispositivo”.

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Ecco i primi esempi di video a 360° (clicca sui link):

Star Wars, Discovery, GoPro, LeBron James, NBC Saturday Night Live.

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Disney e Lucasfilm debutteranno con un’esclusiva esperienza a 360 gradi per il loro prossimo ‘Star Wars: The Force Awakens’, portando i fan all’interno dell’adorato universo Star Wars”, spiega Facebook.

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Il supporto alla funzione – annunciata da Mark Zuckerberg alla Conferenza degli sviluppatori di marzo – è fruibile da subito per la versione Facebook da computer e per dispositivi con sistema operativo Android.

Nei prossimi mesi arriverà su iPhone e iPad di Apple con sistema operativo iOS.

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Ecco il post con l’annuncio ufficiale di Facebook.

Consulenza & Libere Professioni ICT - Information & Communication Technology

È ARRIVATO L’ANNUNCIO UFFICIALE. Da oggi anche in Italia tutte le aziende potranno fare campagne pubblicitarie su Instagram. Ecco come funziona.

Instagram ok

La notizia era nell’aria da tempo.

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Da oggi anche in Italia le aziende di qualsiasi dimensione potranno utilizzare Instagram come piattaforma su cui promuovere le proprie campagne di advertising.

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da oggi

Dal 30 settembre la piattaforma pubblicitaria sarà aperta a tutto il resto del mondo.

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Le campagne su Instagram si attivano e gestiscono attraverso gli strumenti di advertising di Facebook.

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Non è prevista una spesa minima.

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Tre sono gli obiettivi, in questa prima fase:

– visualizzazione di Video;

– visite al sito web;

– installazione di applicazioni per smartphone.

Installa

video

Oltre al bottone “Scopri di più” saranno presenti almeno altre due call to action:

Installa ora” e “Compra adesso”, per permettere istallazioni di app e per spingere all’acquisto di prodotti o servizi.

3 schermate

Le aziende potranno decidere se attivare una campagna pubblicitaria solo su Instagram o anche su Facebook.

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Sono stati inoltre annunciate delle novità per i formati pubblicitari.

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Oltre al “classiche” foto quadrate, saranno disponibili:

– foto e video in formato panoramico (rettangolare);

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– video della durata fino a 30 secondi,

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– “Marquee” un prodotto che permetterà di raggiungere un pubblico ampio in poco tempo, da usare ad esempio durante eventi, fiere o lanci di nuovi prodotti.

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Ecco l’annuncio dal blog ufficiale di Instagram for Business.
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Ecco il link per impostare le campagne pubblicitarie.

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IL TURISMO ALL’ARIA APERTA VA ALLA GRANDE IN ITALIA. Scarica il rapporto 2015

camper

L’Associazione Nazionale Produttori Camper e Caravan ha pubblicato Il Rapporto nazionale 2015 sul turismo in libertà in camper e in caravan.

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E’ il frutto di un lungo lavoro di raccolta e di elaborazione dei dati realizzato grazie alla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il CISET-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, NAGIMA – Business, Finance, Performance.

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Il rapporto è una fotografia aggiornata dell’industria  caravanning e del comparto turistico en plein air, che ogni anno accoglie in Italia 5,7 milioni di turisti in camper e in caravan, italiani ed esteri.

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Il Rapporto, oltre a costituire uno dei più completi documenti informativi sul comparto nazionale, fornisce anche spunti di riflessione, analisi e suggerimenti utili adoperatori pubblici, privati e addetti ai lavori.

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Le aree di analisi all’interno del Rapporto :

  • il mondo APC;

  • il mercato dei veicoli ricreazionali in Italia e in Europa;

  • analisi demografica del mercato autocaravan nuovo e usato;

  • il turismo in libertà da e verso i principali Paesi europei;

  • il turismo in libertà nelle Regioni italiane;

  • analisi della rete turistico-ricettiva in Italia;

  • aree di sosta attrezzata: requisiti fondamentali;

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Sono 3 milioni gli italiani che scelgono il camper per le loro vacanze e 2,7 gli stranieri che visitano l’Italia in camper, caravan o tenda.

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Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

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LA PIÙ COMPLETA INDAGINE SU CONSUMI E DISTRIBUZIONE IN ITALIA. Scarica il documento integrale

coop

E’ stata presentata l’edizione 2015 del  “Rapporto Coop” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. Ricerche, il supporto d’analisi di Nielsen e i contributi originali di GFK, Demos, Doxa e Ufficio Studi Mediobanca.

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Il Rapporto fotografa la situazione dell’Italia e degli italiani, le macro e micro differenze fra i diversi territori del nostro Paese e il confronto con quanto accade negli altri grandi Paesi europei.

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In particolare sono analizzate le traiettorie della ripresa e i lasciti della crisi, i mutamenti delle famiglie e i cambiamenti nei comportamenti di spesa.

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Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

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