IL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI LECCE Scarica la ricerca di 326 pagine

Il mercato del lavoro in provincia di Lecce

 

“….In questo documento la Provincia di Lecce analizza le dinamiche del 
Mercato del lavoro e le competenze tecniche e 
professionali in grado di produrre innovazione nel sistema socio-economico della 
provincia nel breve e medio periodo. 

La ricerca, ha coinvolto stakeholders, attori privilegiati del sistema economico e 
professionale provinciale, e aziende dei settori individuati come emergenti e 
strategici. 

Lo studio ha disegnato soluzioni innovative per collegare la domanda e l’offerta, 
intervenendo sia sulla previsione delle esigenze reali delle imprese, ma soprattutto 
come base di partenza per una governance di un “distretto formativo della provincia di Lecce” per la programmazione condivisa degli investimenti delle politiche pubbliche nel settore del lavoro e della formazione professionale. 

L’impostazione metodologica ha fornito un indirizzo più aderente alle innovazioni nel “mondo dei lavori” e alle interconnessioni sempre più marcate e significative tra i settori, così come tradizionalmente classificati. 

Molti nuovi mestieri e professioni sono “trasversali” ad essi.

Per tal motivo, la mappatura provinciale delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro, è stata suddivisa in 5 macroaree strategiche con le rispettive figure professionali emergenti: 

1) GREEN JOBS 
2) AGRI&FOOD JOBS 
3) NEW ECONOMY JOBS
4) TOURISM, CULTURAL IDENTITY & LOISIR JOBS
5) I-CARE JOBS. 

Un contributo, non astratto, per cercare di ridurre il divario tra le competenze già 
esistenti nel mercato del lavoro della provincia di Lecce e i bisogni delle imprese 
pugliesi, e così fornire ai decisori politici uno strumento per orientare gli interventi 
negli ambiti del lavoro e dell’occupazione, da un lato, e dell’istruzione e della 
formazione, dall’altro. 

Ecco il link per scaricare il documento:

http://www.provincia.le.it/…/RicercaDinamicheMercatoLav…

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UN DOCUMENTO MOLTO IMPORTANTE PER CHI SI OCCUPA DI FORMAZIONE IN PUGLIA. Scaricalo ora

 

 

standard formativi regione puglia

 

 

La Regione Puglia, ha approvato gli “Standard formativi sperimentali per l’erogazione dei percorsi formativi”.

Si è ritenuto necessario assicurare l’omogeneità tra le attività formative erogate dai diversi organismi su tutto il territorio regionale.

Con il provvedimento si è proceduto a stabilire che il rispetto di tali standard, costituisce un PREREQUISITO PER IL FINANZIAMENTO O IL RICONOSCIMENTO E L’AUTORIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA.

L’applicazione degli standard formativi, ha carattere sperimentale per una durata fissata in un anno (12 mesi) dalla data di approvazione degli stessi e che alla luce dei dati di monitoraggio e dei riscontri provenienti dai diversi soggetti del territorio (Province, Agenzie Formative accreditate, etc.), a partire dal sesto mese di attuazione verrà avviata una fase di analisi e revisione degli stessi.

Ecco il link per scaricare il documento:

http://www.sistema.puglia.it/…/sispuglia.ges_blob.p…

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I NUMERI DELL’ECONOMIA MERIDIONALE Scarica il rapporto SRM Intesa San Paolo (129 pagine)

i numeri dell'ecnomia meridionale

 

 

“…E’ disponibile online il nuovo nuovo numero del “Check-up Mezzogiorno” elaborato da Confindustria ed SRM allo scopo di analizzare lo stato di salute delle imprese meridionali, fotografate nel quadro economico congiunturale.

I dati di questo numero evidenziano che al termine del sesto anno consecutivo di crisi, il Mezzogiorno ha bruciato una fetta significativa della propria ricchezza: tenendo conto delle stime per il 2013, saranno 43,7 i miliardi di euro di PIL perduti dall’economia meridionale tra il 2007 e il 2013.

L’analisi di Confindustria ed SRM mostra alcuni timidi segnali di crescita osservabili a fine 2013, ma anche se questi verranno confermati, il vero pericolo è che si possa produrre nel 2014 una debole “ripresa senza occupazione”, in cui i posti di lavoro creati non saranno sufficienti a compensare quelli perduti per effetto della ristrutturazione in atto. 

Ciò rende urgente un cambio di passo nel generale orientamento delle politiche economiche del Paese e, in particolare, delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. 

Da un lato è necessario intervenire con urgenza per realizzare alcune delle riforme strutturali; dall’altro, con particolare riferimento al Mezzogiorno, è fondamentale il ruolo che possono svolgere le Politiche di Sviluppo, sia nel breve, sia nel lungo periodo….”

Il rapporto si può scaricare previa iscrizione gratuita al sito di SRM.

Ecco il link:

http://www.sr-m.it/check-up-mezzogiorno/2.html

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LE REGIONI ITALIANE QUANTO SONO ORIENTATE ALL’EXPORT ? Scarica il rapporto SRM San Paolo (164 pagine)

export regioni italiane

 

 

 

Lunedì 16 dicembre 2013 è stato presentato a Milano il Rapporto 2013 su “L’apertura internazionale delle regioni italiane”.

Lo studio è frutto della collaborazione tra SRM e il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’analisi misura il grado di apertura internazionale delle 20 regioni italiane usando un’accezione ampia di internazionalizzazione che prende in considerazione dieci indicatori raggruppati in tre indici di internazionalizzazione: economica, sociale e infrastrutturale. 

Il Rapporto elabora, inoltre, una graduatoria regionale individuando così la posizione relativa di ciascuna regione italiana.

L’Italia e la totalità delle sue regioni hanno mostrato negli ultimi sette anni, nonostante la crisi, una crescita, spesso anche significativa del loro grado di apertura internazionale. 

Per scaricare il documento bisogna iscriversi gratis al sito web di SRM.

Ecco il link:

http://www.sr-m.it/…/novita-lapertura-internazionale…

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LE REGIONI ITALIANE COME STANNO MESSE SUL FRONTE DELL’INNOVAZIONE DIGITALE ? Scarica il rapporto pubblicato da Telecom Italia (157 pagine)

italia connessa

 

 

 

“….A che punto è l’attuazione dell’Agenda Digitale Europea nei diversi target? 

Quali sono i più importanti piani dei Paesi europei sul digitale? 

Quali sono i temi dell’Agenda Digitale Italiana e a che punto sono i vari decreti attuativi del Decreto Crescita 2.0? 

Quali sono i finanziamenti per il digitale a disposizione per le varie Regioni? 

A che punto sono le diverse Regioni rispetto ai target dell’Agenda Digitale Europea?

Per rispondere a queste domande, Telecom Italia ha presentato la seconda edizione di “Italia Connessa: Agende Digitali Regionali”.

E’ un rapporto che intende fornire una fotografia dell’attuazione dell’Agenda Digitale a livello locale, articolando i contenuti su due livelli:
1. Lo stato dell’arte delle Agende Digitali e dei finanziamenti per l’ICT, a livello europeo, nazionale e regionale;

2. L’analisi dei Key Performance Indicator (KPI) più significativi su dati regionali, riguardanti l’ICT e l’Innovazione, compresi quelli dell’Agenda Digitale Europea, cercando di coprire un vasto campo di osservazione, dall’innovazione alla dotazione infrastrutturale, dalla digitalizzazione della PA alla diffusione delle dotazioni ICT e dei servizi digitali presso le famiglie e le imprese.

E’ in questa ottica che il processo di attuazione dell’Agenda Digitale è in pieno sviluppo a tutti i livelli. L’Agenda Digitale Europea, che nel 2010 diede l’avvio a tale sviluppo, è ormai giunta alla prima “milestone”: a fine 2013 infatti è posizionato l’obiettivo del 100% del broadband base per tutti. 

L’ultima rilevazione, pubblicata a metà anno e che fa riferimento a fine 2012, indicava una copertura del 95,5% della banda larga fissa, e la Commissione ha dichiarato che includendo anche il satellite tra le tecnologie che abilitano la banda larga, l’obiettivo verrà raggiunto.

Più impegnativi appaiono gli obiettivi intermedi del 2015, riguardanti l’adozione di Internet da parte di cittadini ed imprese, e soprattutto gli obiettivi al 2020, in particolare sulla banda ultra larga, con la copertura del 100% della popolazione con la banda larga superiore ai 30 Mbps e il 50% di famiglie abbonate ai 100 Mbps.

A livello nazionale, tutti i Paesi hanno rivisto i propri piani per allinearli all’Agenda Digitale Europea, compresa l’Italia, che ha varato l’Agenda Digitale Italiana, istituito l’Agenzia per l’Italia Digitale per accelerarne la realizzazione e assegnato a Francesco Caio il ruolo di Commissario di Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Anche a livello locale si assiste, grazie all’avvio delle procedure per il nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020, ad un generale ripensamento delle politiche territoriali per lo sviluppo del digitale.

Di fatto quindi l’Agenda Digitale Europea, indicando dei target quantitativi e pubblicando il benchmark annuale, ha di per sé sollevato il dibattito e stimolato i Governi nazionali e locali a muoversi nella direzione di un maggior impulso del digitale nella società e per la crescita economica.

In questa ottica è stata pensata la seconda edizione del report “Italia Connessa: Agende Digitali Regionali” che costituisce da un lato l’aggiornamento della prima edizione, con l’evidenziazione dei fatti salienti accaduti durante il 2013, dall’altro l’approfondimento di alcuni aspetti specifici, come il punto sulle principali politiche settoriali (sanità elettronica, scuola digitale, smart cities, etc.) a livello europeo, nazionale ed anche regionale, utili per identificare best practice e modelli virtuosi di digitalizzazione delle filiere amministrative.

Il Rapporto contiene anche quest’anno 21 schede delle Regioni e Province Autonome, contenenti per ciascuna 69 indicatori (aumentati rispetto all’anno scorso) raccolti in varie sezioni (dai dati demografici ed economici a quelli sull’innovazione, dai dati sulle coperture TLC alla diffusione dei servizi digitali nei diversi settori applicativi), dando per ognuno il valore e la posizione nel ranking tra le regioni…”

Ecco il link per scaricare il report di Telecom Italia:

http://italiaconnessa.telecomitalia.com/…/ItaliaConness…

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QUAL E’ IL RUOLO DEI CENTRI PER L’IMPIEGO IN ITALIA ? Scarica il rapporto pubblicato dal Ministero del Lavoro.

centri per l'impiego

 

 

“…ll potenziamento e la riforma dei centri per l’impiego è una delle azioni che il Governo ha inteso realizzare fin dall’inizio della sua attività. 

Una rete di servizi di qualità è infatti una condizione necessaria per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, favorendo l’incontro tra domanda e offerta. 

Conoscere in dettaglio l’organizzazione e le risorse umane dei servizi pubblici per l’impiego è necessario per rendere più efficiente il loro funzionamento e assicurare standard comuni nella fornitura di servizi.

A questo scopo è stato realizzato il primo Rapporto sul “Monitoraggio dei servizi per l’impiego”.

Una rilevazione che per la prima volta fa luce su una realtà per molto tempo rimasta nell’ombra, ma indispensabile anche per la realizzazione della Garanzia per i Giovani, il programma per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. 

Questa prima rilevazione, che costituisce una base conoscitiva indispensabile e che verrà aggiornata costantemente, è stata realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in stretta collaborazione con Regioni e Province. 

Fornisce, tra l’altro, alcune importanti informazioni sulla localizzazione dei 556 centri esistenti in Italia e sulle persone che usufruiscono dei servizi, con dettagli per età, genere e stato di disoccupazione. 

Il I Rapporto utilizza il sistema delle comunicazioni obbligatorie per analizzare la domanda di lavoro per ciascun Centro per l’impiego, realizzando di fatto un osservatorio sui mercati del lavoro locali….”

Ecco il link per scaricare il report:

http://www.lavoro.gov.it/…/Rapporto_monitoraggio.pdf

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