COSA FANNO I RAGAZZI ITALIANI DOPO IL DIPLOMA ? Scarica l’indagine pubblicata da AlmaLaurea (244 pagine)
Cosa avviene dopo il diploma?
Quali sono le scelte formative e professionali degli studenti nel breve e nel lungo periodo?
Il nuovo Rapporto sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria superiore, realizzato da AlmaDiploma e da AlmaLaurea, traccia l’identikit di 90 mila diplomati del 2013, 2011 e 2009 intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del diploma, appartenenti a 350 Istituti di scuola secondaria.
Nello specifico, sono stati coinvolti circa 50.000 diplomati del 2013, indagati ad un anno dal diploma; 30.000 diplomati del 2011, intervistati a tre anni e 10.000 diplomati del 2009, contattati a cinque anni dal diploma.
Nel Rapporto vengono indagati diversi elementi:
– la quota dei ripensamenti, ovvero i diplomati che potendo tornare ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore farebbero una scelta differente, valore che aumenta con il trascorre del tempo;
– quanti, scegliendo di proseguire gli studi oltre il diploma, si sono poi pentiti del percorso universitario intrapreso.
Da qui la necessità di mettere in atto politiche di orientamento mirate alle esigenze individuali degli studenti.
E poi il mondo del lavoro, il guadagno, gli ambiti professionali e la tipologia contrattuale, a uno, e a tre e a cinque anni dal diploma.
Fino al focus che mette in risalto l’importanza all’interno degli Istituti di progetti di alternanza scuola-lavoro, compresi stage e tirocini.
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UN DOCUMENTO IMPORTANTE PER TUTTI GLI ARTIGIANI PUGLIESI. Scarica il testo
Sul Bollettino Ufficiale n. 23 del 13 febbraio 2015 è stato pubblicato il Regolamento Regionale n.3 del 4 febbraio 2015, avente per oggetto: Articolo 22, legge regionale 5 agosto 2013, n. 24
“Norme per lo sviluppo, la promozione e la tutela dell’artigianato pugliese” Regolamento attuativo.
Per scaricare il testo, clicca QUI
GLI ADULTI ITALIANI CONOSCONO BENE IL NOSTRO SISTEMA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE? Scarica l’indagine dell’Isfol
L’Isfol ha realizzato la prima indagine sulla conoscenza del sistema educativo da parte della popolazione adulta (30-54enni).
E’ una fascia all’interno della quale si trova la più ampia quota di genitori con figli in età di obbligo di istruzione/diritto-dovere.
I dati sono riferiti al 2013 e a un campione di 6.000 intervistati.
Il 42% della popolazione adulta (30-54enni) è d’accordo (in tutto o in parte) sul fatto che il nostro sistema educativo sia ricco di offerte e permetta a ognuno di trovare il proprio percorso.
Nella popolazione adulta (30-54enni) vi è una maggiore conoscenza dei canali che caratterizzano la prima entrata ufficiale nel sistema educativo:
– il 91% conosce la scuola di infanzia,
– il 93% la scuola primaria,
– l’89% la scuola secondaria di I grado,
– l’87% quella di II grado,
– solo il 45% afferma di conoscere l’istruzione terziaria.
Gli stessi laureati intervistati non sembrano riconoscere il segmento formativo da loro frequentato:.
Solo il 52% tra laureati e dottori di ricerca dichiara di conoscere l’istruzione terziaria, segno della persistenza nel linguaggio comune di termini relativi a una dicitura non aggiornata.
La familiarità con i gradi scolastici è maggiore fra le donne e cresce all’aumentare del titolo di istruzione dei rispondenti.
Il bagaglio conoscitivo relativo ai segmenti formativi più professionalizzanti sembra particolarmente lacunoso.
A parte l’apprendistato, poco noti sono i percorsi di Istruzione e Formazione, nonché gli Ifts e Its.
La filiera meno nota risulta essere l’Afam che afferisce alla alta formazione artistica e musicale dell’istruzione superiore.
Secondo la ricerca, il 22% degli intervistati apprezza la qualità offerta dal sistema.
Solo 1 su 5 lo ritiene migliore di quello di altri paesi (19%).
Meno di un terzo (28%) considera gli insegnanti ben preparati.
La maggior parte del campione (53%) avverte l’inadeguatezza del livello informativo.
Per scaricare l’indagine dell’ISFOL, clicca QUI
SEI UN LIBERO PROFESSIONISTA ISCRITTO ALL’ORDINE? Ecco la guida per lavorare nei paesi dell’U.E
Il Dipartimento Politiche Europee ha realizzato una Guida all’utente sulla Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali per facilitare la comprensione delle norme che regolano il sistema della libera circolazione dei professionisti nell’Unione Europea.
In particolare, la Guida intende fornire ai cittadini uno strumento chiaro e sintetico che spieghi norme e procedure relative al riconoscimento delle proprie qualifiche professionali in uno Stato membro diverso da quello dove le qualifiche sono state ottenute.
Contiene, inoltre, una panoramica delle principali novità introdotte dalla nuova normativa europea, attualmente in fase di recepimento.
Il Trattato dell’Unione Europea assicura la libera circolazione dei lavoratori e, in particolare, disciplina il diritto di stabilimento che investe qualsiasi attività di lavoro svolta in regime di non subordinazione e in modo stabile.
In questa guida vengono illustrate le procedure previste per i cittadini dell’UE che intendono ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali in Italia e per i cittadini italiani interessati a spostarsi in uno dei Paesi membri, per stabilirsi o per esercitare in regime di libera prestazione.
Per scaricare la guida in italiano, clicca QUI
FINALMENTE POSSIAMO CARICARE I VIDEO SUL NOSTRO PROFILO TWITTER. Ecco l’applicazione da scaricare
Dopo tante anticipazioni finalmente Twitter introduce i video per tutti gli account.
Al momento questo strumento è disponibile solo per smartphone e tablet che utilizzano IOS e Android.
Ecco il link per scaricare l’applicazione
LE AGEVOLAZIONI PER START UP INNOVATIVE E PMI INNOVATIVE. Ecco le differenze
L’articolo di Maria Corbetta, membro della Segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico:
http://www.economyup.it/startup/2085_pmi-e-startup-innovative-agevolazioni-a-confronto.htm
TRIPADVISOR LANCIA THE FORK. Un immenso portale per prenotare il nostro tavolo al ristorante. Iscrivi il tuo locale
Per prenotare un tavolo in 5mila ristoranti italiani (destinati a diventare più di 7mila entro fine anno) con tariffe scontate da oggi è sufficiente collegarsi al sito The Fork o utilizzare l’omonima app per Android e Apple.
The Fork è un servizio già diffuso all’estero: nel Regno Unito sempre con il brand The Fork; in Francia, Svizzera e Belgio con LaFourchette e in Spagna con Eltenedor.
In Italia è arrivato a seguito di un’operazione compiuta da TripAdvisor: per lanciarlo, il portale di recensioni alberghiere ha acquisito 2 servizi simili già attivi, Restopolis e MyTable, e lo propone ora come servizio sostitutivo, entrando per la prima volta nel campo dell’e-commerce.
Con la app di The Fork la scelta del ristorante viene compiuta in base a filtri come la destinazione, la disponibilità, il tipo di cucina, il costo e le recensioni.
L’utente può anche consultare i menù dei ristoranti e approfittare di offerte speciali come menù a prezzo fisso e sconti fino al 50% che vengono applicati automaticamente alla cassa.
Come TripAdvisor, anche The Fork presenta le recensioni dei clienti che hanno consumato il pasto nel ristorante prenotato.
Prenotando con The Fork si ricevono punti fedeltà (Yums) che diventano sconti per le successive prenotazioni.
Collegandosi alla versione italiana è possibile riservare un tavolo anche all’estero scegliendo tra 20mila locali in tutta Europa.
L’EXPORT ITALIANO HA SALVATO LA NOSTRA ECONOMIA IN QUESTI ANNI. Scarica la ricerca pubblicata da Confindustria
Nella competizione globale sempre più accesa, le imprese italiane hanno dimostrato di saper tenere il passo di quelle tedesche sui mercati esteri.
Negli ultimi quattro anni il loro export è cresciuto del 3,0% annuo, contro il 3,5%.
Per reggere il confronto hanno saputo orientare le vendite verso i paesi più dinamici, tanto che la domanda potenziale italiana è salita del 4,1% medio annuo tra il 2000 e il 2014, contro il +4,2% di quella tedesca.
Hanno aumentato la qualità dei prodotti: +25,0% l’incremento nello stesso periodo dell’indicatore elaborato dal CSC, contro +13,3%.
Hanno contenuto l’aumento dei listini: +2,0% annuo, contro +1,8%.
E hanno sempre più presidiato le posizioni a monte lungo le catene globali del valore, mentre la Germania, al contrario, si è specializzata a valle.
Per scaricare la ricerca di Confindustria, clicca QUI













