I CONSUMI FUORI CASA DEGLI ITALIANI. Leggi la ricerca pubblicata dalla FIPE
La FIPE Confcommercio ha pubblicato la ricerca sui consumi fuori casa degli italiani.
La spesa delle famiglie in consumi alimentari fuori casa vale 73 miliardi di euro.
Altri 10 miliardi di euro riguardano i consumi intermedi delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per un valore complessivo della produzione di 83 miliardi di euro.
Il valore aggiunto attivato dal settore sfiora i 40 miliardi di euro, un risultato a cui contribuisce una struttura imprenditoriale ampia ed articolata composta da 300mila imprese ed un milione di addetti tra lavoratori dipendenti ed indipendenti.
La crisi Nel settore della ristorazione quasi 8 miliardi di euro sono andati in fumo a causa della crisi: 3 miliardi di veri e propri tagli e 5 di mancata crescita.
Nel 2014 si osservano segnali di ripresa, con risultati sul clima di fiducia di consumatori e sui bilanci delle imprese, in un contesto che continua ad essere caratterizzato dall’incertezza.
I dati sul turnover imprenditoriale mostrano nel 2014 un saldo negativo pari a circa 10 mila imprese, con il perdurare dell’emergenza relativa alla bassa produttività. Positivi in questo ultimo periodo – anche se lontani dai periodi pre-crisi – i dati sull’occupazione.
Per scaricare il rapporto della FIPE, clicca QUI
LA GESTIONE DEI BENI CULTURALI IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato da Fare Ambiente
Nel 2014 i visitatori dei musei italiani sono stati 40.287.393 con un aumento di 2.355.687 di presenze, pari al 6,2%, rispetto al 2013.
Gli introiti sono stati di 134.860.105 euro, 8.784.486 in più corrispondente al 7% rispetto all’anno precedente.
Gli ingressi gratuiti invece sono stati 21.346.214, più 5% del 2013 per un totale di 987.067 visitatori.
I mesi di maggior incasso sono stati agosto settembre e dicembre.
Questo emerge dall’annuale rapporto, redatto da FareAmbiente, sullo stato dei musei italiani presentato oggi 7 maggio 2015 presso la sala stampa della camera dei deputati.
Il rapporto si suddivide in 4 parti:
1) Analisi del sistema museale italiano e internazionale;
2) Predisposizione di indagini qualitative e quantitative sulla percezione dei turisti a seguito della visita presso una struttura relativa ai beni culturali e indagine una sulla gestione delle strutture;
3) Analisi sulle criticità legate al sistema dei beni culturali;
4) Proposte operative.
Uno dei dati che più salta all’occhio nel rapporto, è l’exploit della Calabria che ha quasi decuplicato gli introiti passando dai 45.583 euro del 2013 ai 477.460 del 2014 mentre il Lazio con 18.389.902mila visitatori per un totale di 58.157.250,50 euro resta la regione con maggiore affluenza turistica con un incremento del quasi 5% sugli introiti.
Il 65% invece si dice abbastanza soddisfatto della visita del sito prescelto, 20% per nulla e solo il 10% è molto soddisfatto della sua visita.
Questa parziale insoddisfazione è determinata per lo più dallo scarso livello dei servizi.
l 46% si dice insoddisfatto, il 44% abbastanza insoddisfatto. Le principali lacune sono state individuate nella scarsa professionalità ma, anche per la scarsa pulizia dei servizi igienici.
La insoddisfazione è dovuta nel complesso alla gestione dei siti. Il 55% afferma che i beni culturali sono poco valorizzati, il 29% sono sottoutilizzati, per ben il 12% sono gestiti male, e solo il 4% ritiene che sono utilizzati la meglio.
In netta diminuzione i furti, -10%, che scende fino a -24 se paragonati al 2012, cospicuo aumento invece degli scavi clandestini scoperti (+20%), rilevante incremento di opere false sequestrate (+52%) e aumento delle persone denunciate per reati di danno del paesaggio.
Per scaricare il rapporto, clicca QUI
TUTTI I NUMERI DELL’ITALIA NEL RAPPORTO OCSE. Scarica il documento
Disoccupati che faticano a rientrare nel giro del lavoro, crisi che bastona sul reddito e forbice tra chi sta bene e male che si amplia.
Non è rosea la foto che l’Ocse ha scattato all’Italia.
SENZA LAVORO
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L’Italia è il quarto paese dell’area Ocse per percentuale di disoccupati di lunga durata (ovvero, persone che non lavorano da un anno o più) sul totale dei senza lavoro.
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Dal 2007 al 2013 la quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati è salita nel nostro Paese dal 45% a quasi il 60%, una percentuale superata solo da Irlanda, Grecia e Slovacchia, fanalino di coda con un dato superiore al 70%.
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Dall’altro lato della classifica si trova la Corea del Sud, dove il fenomeno della disoccupazione di lunga durata sarebbe, secondo i dati, pressochè inesistente.
In Italia il gettito fiscale al 2011 risulta pari a 950 miliardi di dollari circa ai valori correnti, oltre il doppio della media Ocse, pari a poco più di 400 miliardi di dollari.
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Nel gettito fiscale italiano la voce prevalente è costituita dai contributi per la previdenza sociale (31,2%), seguita dalle imposte sul reddito e sui profitti (26,8%) e dalle imposte su beni e servizi (26,1%), che sono invece la principale fonte di gettito nella media Ocse, con il 32,9% (seguono i contributi per la previdenza sociale al 26,2% e le imposte sul reddito e sui profitti al 24,4%).
RICCHI E POVERI
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Nonostante un reddito medio disponibile corretto pro capite delle famiglie, pari a 24.724 dollari all’anno, sia superiore alla media Ocse (23.938 dollari l’anno), in Italia “c’è un notevole divario tra i più ricchi e i più poveri”, dice il rapporto.
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“Il 20% più ricco della popolazione”, si legge nel rapporto, “guadagna quasi sei volte di più del 20% più povero”.
Nel 2012 il debito delle famiglie italiane è salito al 94,2% del reddito disponibile, una drastica impennata rispetto al 2000, quando il dato si attestava poco al di sotto del 60%. In contemporanea, aggiunge l’organizzazione di Parigi, si è assistito a un forte calo del risparmio delle famiglie, sceso al 3,6% del reddito disponibile nel 2012, contro il 10% circa del 2006.
VITA – LAVORO
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Le donne italiane hanno difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro, osserva l’Ocse. “Il 58% della popolazione italiana tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito, dato inferiore alla media Ocse del 65%”, si legge nel rapporto, “gli uomini occupati sono circa il 68%, mentre le donne il 48%; questa differenza indica che le donne hanno difficoltà a conciliare il lavoro e la famiglia.
Per scaricare il rapporto dell’OCSE, clicca QUI
BOOKING ALL’ATTACCO SUL SEGMENTO BUSINESS
Booking.com ha aperto un canale espressamente dedicato ai viaggi d’affari.
Booking.com for Business si rivolge principalmente ai travel manager di piccole e medie imprese che devono pianificare le trasferte aziendali senza poter contare su una divisione interna dedicata o su una travel policy.
Booking.com for Business non propone offerte specifiche, ma permette di gestire le trasferte in maniera più ordinata.
Il travel manager, dopo aver creato gratuitamente il proprio account, può procedere in 2 direzioni: prenotare direttamente le camere per i dipendenti (non è richiesto un numero minimo) o associare al proprio account quelli dei dipendenti che procederanno quindi alla prenotazione autonomamente.
Il travel manager ottiene vantaggi sul fronte sia dell’efficienza sia della riduzione dei costi.
Booking.com for Business fornisce infatti i report delle spese aziendali in base ai parametri desiderati – per esempio, le spese sostenute da un singolo dipendente o da un’intera business unit aziendale. Parallelamente, con il programma Genius, offre sconti del 10% sulle tariffe alberghiere.
Booking.com for Business permette di effettuare prenotazioni nelle oltre 600mila strutture di tutto il mondo presenti su Booking.com impostando come parametri di ricerca quelli già utilizzati per i soggiorni leisure: il costo, le recensioni lasciate dagli altri utenti e la vicinanza a determinati luoghi di interesse.
Il sito non dà possibilità di acquistare voli: “Non abbiamo in programma di offrire anche la biglietteria aerea e il nostro focus rimane incentrato sulle strutture alberghiere”, ha precisato Ripsy Bandourian, responsabile di Booking.com for Business.
Ecco il sito di Booking for Business
CONDIVIDI FACILMENTE SULLA TUA PAGINA PINTEREST. Ecco come funziona il Pin It Button
Oggi è ancora più facile condividere i contenuti del web sulle tue bacheche Pinterest.
E’ stato potenziato il Pin It Button per Chrome.
Vai su questa pagina e clicca in alto a destra su “PULSANTE DEL BROWSER” per inserire il bottone sul tuo computer.
FACEBOOK ALL’ATTACCO DI SKYPE. Arrivano le videochiamate su Messenger
Facebook sfida Skype e lancia le videochiamate su Messenger, la sua app per la messaggistica istantanea.
Ora si potrà passare rapidamente dai messaggi di testo alle chiamate VoIP con video spingendo un’icona – in alto a destra – a forma di videocamera.
La nuova funzione sarà disponibile sia per iOS sia per Android e permetterà chiamate tra diversi sistemi operativi.
Facebook ha specificato che le videochiamate possono essere effettuate, per ora, solo a partire da una chat preesistente.
Le videochiamate sono disponibili inizialmente per gli utenti USA, inglesi e di altri 15 paesi.
Aspettiamo l’arrivo in Italia.
Ecco l’annuncio ufficiale di Facebook
LE START UP INNOVATIVE CONTINUANO A CRESCERE….Scarica il report Unioncamere sui dati del 1° trimestre 2015
A fine marzo 2015 le Startup Innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese erano 3.711, in aumento di 532 unità rispetto alla fine di settembre (+16,7%).
Impiegavano circa 18.000 lavoratori (14.862 soci e 3.025 dipendenti), quasi 3.000 unità in più rispetto al trimestre precedente.
Queste sono soltanto alcune delle evidenze contenute nel terzo numero del report strutturale curato da Infocamere – società consortile di informatica delle camere di commercio – relativo al primo trimestre del 2015 e pubblicato quest’oggi sul sito startup.registroimprese.it.
Il rapporto presenta un’ampia gamma di informazioni relative alla distribuzione settoriale e geografica delle startup innovative, al valore complessivo e medio della produzione e del capitale sociale, alla redditività e alle presenze giovanili, femminili ed estere nella compagine societaria.
Si ricorda, infine, che il database delle startup innovative, accessibile gratuitamente e aggiornato con cadenza settimanale, è disponibile nei formati PDF ed Excel ai seguenti link:
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http://startup.registroimprese.it/report/startup.pdf;
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http://startup.registroimprese.it/report/startup.zip














