I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO DEI CONSUMATORI ITALIANI. Scarica gratis il rapporto pubblicato da I-COM (254 pagine)

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I-Com, l’Istituto per la competitività , ha pubblicato il Rapporto 2015 sui consumatori italiani.

 

L’innovazione tecnologica sta cambiando radicalmente la natura dei consumatori italiani.

Infatti, perfino i social network sono utilizzati per cercare, comparare e scegliere i vari prodotti di consumo.

Cambiano i codici di comunicazione e imprese e associazioni sono costrette ad adeguarsi alle nuove piattaforme di consumo e interazione.

Questa scelta, che sta caratterizzando le maggiori aziende di prodotti di consumo, genera per le stesse grandi responsabilità, in particolare in materia di tutela del consumatore.

Per questo le imprese, se vogliono evitare le sanzioni dell’Antitrust e dell’AGCOM, devono muoversi con cautela nel mondo dell’innovazione, sfruttare con prudenza le potenzialità di Internet, nella massima trasparenza e verità se l’obiettivo è quello di essere più competitive sul mercato digitale.

 

I-Com ha effettuato un sondaggio su 1.021 persone maggiorenni, dal quale risulta che l’83% di chi naviga normalmente in Internet usa canali web delle aziende per avere informazioni su prodotti e offerte.

Il 77% circa fa acquisti online; il 62% sceglie la rete anche per chiedere assistenza e ben una 1 su 4 sceglie di utilizzare Twitter o Facebook anche per segnalare problemi che riguardano prodotti o servizi.

L’analisi fa una distinzione anche tra uomini e donne; incuriosisce sapere che sono le donne quelle che utilizzano maggiormente Facebook, effettuando il maggior numero di click sui link aziendali – ovvero più del 40% rispetto a un 30% degli uomini.

In crescita rispetto al 2014, la percentuale di coloro che utilizzano la rete anche per fare reclami, che passa dal 27,5% dello scorso anno al 39,5% del 2015.

Insomma, la rete diventa uno strumento sempre più utilizzato per far valere i propri diritti.

Dati interessanti che evidenziano quanto anche gli internauti riescano a trasformarsi in consumatori attivi e attenti non solo alle loro esigenze ma anche a ciò che gli spetta.

Il rapporto I-Com, dunque, oltre a coniare il termine smart consumers, sicuramente influenzerà le scelte di moltissime imprese il cui business oggi più che mai è determinato dalle opinioni e dalle scelte del consumatore.

Ad oggi, dall’analisi condotta da I-Com su 33 aziende, attive in sei ambiti di mercato (trasporti, energia, banche, assicurazioni, telefonia mobile e GDO non-food), sono i comparti della grande distribuzione organizzata non-food e della telefonia mobile che maggiormente utilizzano il web.

L’azienda più social è la Tim, seguita da Ikea.

Vodafone registra il maggior numero di like su Facebook, mentre la più seguita su Twitter è la Tim.

Nel 2015, insomma gli affari delle imprese passano dal web.

Per scaricare il rapporto di I-Com, clicca QUI

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I CONSUMI FUORI CASA DEGLI ITALIANI. Leggi la ricerca pubblicata dalla FIPE

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La FIPE Confcommercio ha pubblicato la ricerca sui consumi fuori casa degli italiani.

La spesa delle famiglie in consumi alimentari fuori casa vale 73 miliardi di euro.

Consumi ripartizione casa fuori casaa

Altri 10 miliardi di euro riguardano i consumi intermedi delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per un valore complessivo della produzione di 83 miliardi di euro.

Il valore aggiunto attivato dal settore sfiora i 40 miliardi di euro, un risultato a cui contribuisce una struttura imprenditoriale ampia ed articolata composta da 300mila imprese ed un milione di addetti tra lavoratori dipendenti ed indipendenti.

La crisi Nel settore della ristorazione quasi 8 miliardi di euro sono andati in fumo a causa della crisi: 3 miliardi di veri e propri tagli e 5 di mancata crescita.

Nel 2014 si osservano segnali di ripresa, con risultati sul clima di fiducia di consumatori e sui bilanci delle imprese, in un contesto che continua ad essere caratterizzato dall’incertezza.

I dati sul turnover imprenditoriale mostrano nel 2014 un saldo negativo pari a circa 10 mila imprese, con il perdurare dell’emergenza relativa alla bassa produttività. Positivi in questo ultimo periodo – anche se lontani dai periodi pre-crisi – i dati sull’occupazione.

Le imprese della risstorazione

Per scaricare il rapporto della FIPE, clicca QUI

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LA GESTIONE DEI BENI CULTURALI IN ITALIA. Scarica il rapporto pubblicato da Fare Ambiente

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Nel 2014 i visitatori dei musei italiani sono stati 40.287.393 con un aumento di 2.355.687 di presenze, pari al 6,2%, rispetto al 2013.

 

Gli introiti sono stati di 134.860.105 euro, 8.784.486 in più corrispondente al 7% rispetto all’anno precedente.

 

Gli ingressi gratuiti invece  sono stati 21.346.214più  5% del 2013  per un totale di 987.067 visitatori. 

 

I mesi di maggior incasso sono stati agosto settembre e dicembre.

 

Questo emerge dall’annuale rapporto, redatto da FareAmbiente, sullo stato dei musei italiani presentato oggi 7 maggio 2015 presso la sala stampa della camera dei deputati.

Il rapporto si suddivide in 4 parti:   

1)          Analisi del sistema museale italiano e internazionale;

2)          Predisposizione di indagini qualitative e quantitative   sulla percezione dei turisti a seguito della visita presso una struttura relativa ai beni culturali e indagine  una sulla gestione delle strutture;

3)          Analisi sulle criticità legate al sistema dei beni culturali;

4)          Proposte operative.

 

Uno dei dati che più salta all’occhio nel rapporto, è l’exploit della Calabria che ha quasi decuplicato gli introiti passando dai 45.583 euro del 2013 ai  477.460 del 2014 mentre il Lazio con  18.389.902mila visitatori per un totale di  58.157.250,50 euro resta la regione con maggiore affluenza turistica con un incremento del quasi 5% sugli introiti.

Il 65%  invece si dice abbastanza soddisfatto della visita del sito prescelto, 20% per nulla e solo il 10% è molto soddisfatto della sua visita.

Questa parziale insoddisfazione è determinata per lo più dallo scarso livello dei servizi.

 

l  46% si dice insoddisfatto, il 44% abbastanza insoddisfatto. Le principali lacune sono state individuate  nella scarsa professionalità ma, anche per la  scarsa pulizia dei servizi igienici.

La insoddisfazione è dovuta nel complesso alla gestione dei siti. Il 55% afferma che i beni culturali sono poco valorizzati, il  29% sono sottoutilizzati, per ben il 12% sono gestiti male, e solo il 4% ritiene che sono utilizzati la meglio.

In netta diminuzione i furti, -10%, che scende fino a -24 se paragonati al 2012,   cospicuo aumento invece degli scavi clandestini scoperti (+20%), rilevante incremento di opere false sequestrate (+52%) e aumento delle persone denunciate per reati di danno del paesaggio.

 

Per scaricare il rapporto, clicca QUI

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TUTTI I NUMERI DELL’ITALIA NEL RAPPORTO OCSE. Scarica il documento

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Disoccupati che faticano a rientrare nel giro del lavoro, crisi che bastona sul reddito e forbice tra chi sta bene e male che si amplia.

Non è rosea la foto che l’Ocse ha scattato all’Italia.

SENZA LAVORO

  • L’Italia è il quarto paese dell’area Ocse per percentuale di disoccupati di lunga durata (ovvero, persone che non lavorano da un anno o più) sul totale dei senza lavoro.

  • Dal 2007 al 2013 la quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati è salita nel nostro Paese dal 45% a quasi il 60%, una percentuale superata solo da Irlanda, Grecia e Slovacchia, fanalino di coda con un dato superiore al 70%.

  • Dall’altro lato della classifica si trova la Corea del Sud, dove il fenomeno della disoccupazione di lunga durata sarebbe, secondo i dati, pressochè inesistente.

    In Italia il gettito fiscale al 2011 risulta pari a 950 miliardi di dollari circa ai valori correnti, oltre il doppio della media Ocse, pari a poco più di 400 miliardi di dollari.

  • Nel gettito fiscale italiano la voce prevalente è costituita dai contributi per la previdenza sociale (31,2%), seguita dalle imposte sul reddito e sui profitti (26,8%) e dalle imposte su beni e servizi (26,1%), che sono invece la principale fonte di gettito nella media Ocse, con il 32,9% (seguono i contributi per la previdenza sociale al 26,2% e le imposte sul reddito e sui profitti al 24,4%).

    RICCHI E POVERI

  • Nonostante un reddito medio disponibile corretto pro capite delle famiglie, pari a 24.724 dollari all’anno, sia superiore alla media Ocse (23.938 dollari l’anno), in Italia “c’è un notevole divario tra i più ricchi e i più poveri”, dice il rapporto.

  • “Il 20% più ricco della popolazione”, si legge nel rapporto, “guadagna quasi sei volte di più del 20% più povero”.

     Nel 2012 il debito delle famiglie italiane è salito al 94,2% del reddito disponibile, una drastica impennata rispetto al 2000, quando il dato si attestava poco al di sotto del 60%. In contemporanea, aggiunge l’organizzazione di Parigi, si è assistito a un forte calo del risparmio delle famiglie, sceso al 3,6% del reddito disponibile nel 2012, contro il 10% circa del 2006.

    VITA – LAVORO

  • Le donne italiane hanno difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro, osserva l’Ocse. “Il 58% della popolazione italiana tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito, dato inferiore alla media Ocse del 65%”, si legge nel rapporto, “gli uomini occupati sono circa il 68%, mentre le donne il 48%; questa differenza indica che le donne hanno difficoltà a conciliare il lavoro e la famiglia.

    Per scaricare il rapporto dell’OCSE, clicca QUI

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BOOKING ALL’ATTACCO SUL SEGMENTO BUSINESS

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Booking.com ha aperto un canale espressamente dedicato ai viaggi d’affari.

Booking.com for Business si rivolge principalmente ai travel manager di piccole e medie imprese che devono pianificare le trasferte aziendali senza poter contare su una divisione interna dedicata o su una travel policy.

Booking.com for Business non propone offerte specifiche, ma permette di gestire le trasferte in maniera più ordinata.

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Il travel manager, dopo aver creato gratuitamente il proprio account, può procedere in 2 direzioni: prenotare direttamente le camere per i dipendenti (non è richiesto un numero minimo) o associare al proprio account quelli dei dipendenti che procederanno quindi alla prenotazione autonomamente.

Il travel manager ottiene vantaggi sul fronte sia dell’efficienza sia della riduzione dei costi.

Booking.com for Business fornisce infatti i report delle spese aziendali in base ai parametri desiderati – per esempio, le spese sostenute da un singolo dipendente o da un’intera business unit aziendale. Parallelamente, con il programma Genius, offre sconti del 10% sulle tariffe alberghiere.

6 buoni motivi

Booking.com for Business permette di effettuare prenotazioni nelle oltre 600mila strutture di tutto il mondo presenti su Booking.com impostando come parametri di ricerca quelli già utilizzati per i soggiorni leisure: il costo, le recensioni lasciate dagli altri utenti e la vicinanza a determinati luoghi di interesse.

Il sito non dà possibilità di acquistare voli: “Non abbiamo in programma di offrire anche la biglietteria aerea e il nostro focus rimane incentrato sulle strutture alberghiere”, ha precisato Ripsy Bandourian, responsabile di Booking.com for Business.

Ecco il sito di Booking for Business

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FACEBOOK ALL’ATTACCO DI SKYPE. Arrivano le videochiamate su Messenger

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Facebook sfida Skype e lancia le videochiamate su Messenger, la sua app per la messaggistica istantanea.

Ora si potrà passare rapidamente dai messaggi di testo alle chiamate VoIP con video spingendo un’icona – in alto a destra – a forma di videocamera.

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La nuova funzione sarà disponibile sia per iOS sia per Android e permetterà chiamate tra diversi sistemi operativi.

Facebook ha specificato che le videochiamate possono essere effettuate, per ora, solo a partire da una chat preesistente.

Le videochiamate sono disponibili inizialmente per gli utenti USA, inglesi e di altri 15 paesi.

Aspettiamo l’arrivo in Italia.

Ecco l’annuncio ufficiale di Facebook

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LE START UP INNOVATIVE CONTINUANO A CRESCERE….Scarica il report Unioncamere sui dati del 1° trimestre 2015

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A fine marzo 2015 le Startup Innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese erano 3.711, in aumento di 532 unità rispetto alla fine di settembre (+16,7%).

Impiegavano circa 18.000 lavoratori (14.862 soci e 3.025 dipendenti), quasi 3.000 unità in più rispetto al trimestre precedente.

Queste sono soltanto alcune delle evidenze contenute nel terzo numero del report strutturale curato da Infocamere – società consortile di informatica delle camere di commercio – relativo al primo trimestre del 2015 e pubblicato quest’oggi sul sito startup.registroimprese.it.

Il rapporto presenta un’ampia gamma di informazioni relative alla distribuzione settoriale e geografica delle startup innovative, al valore complessivo e medio della produzione e del capitale sociale, alla redditività e alle presenze giovanili, femminili ed estere nella compagine societaria.

Si ricorda, infine, che il database delle startup innovative, accessibile gratuitamente e aggiornato con cadenza settimanale, è disponibile nei formati PDF ed Excel ai seguenti link:

Per scaricare il report sui dati del 1° trimestre 2015, clicca QUI

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I TALENTI ITALIANI SANNO FARSI VALERE A SAN FRANCISCO Ecco come funziona HELLO, la nuova app lanciata da Facebook

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Instancabile Facebook.

Rafforza la sua presenza anche nella telefonia.

Dopo aver abilitato le chiamate via internet su Messenger e WhastApp, il social network lancia Hello, progetto che parla anche un po’ italiano visto che il product manager è il veronese Andrea Vaccari.

L’applicazione – per Android – darà informazioni su chi chiama, anche se il numero non è salvato in rubrica.

Frutto dei Creative Labs di Facebook e opera del team di Messenger, Hello è per ora disponibile solo per dispositivi Android e in tre mercati (Usa, Nigeria e Brasile).

La novità punta a sostituire il tradizionale `dialer´ per le telefonate, cioè il sistema predefinito installato nei telefoni che consente di identificare un numero che chiama o di effettuare una telefonata.

Hello si collega a Facebook in modo che l’utente possa visualizzare le informazioni di chi chiama, anche se non è un contatto della propria rubrica, le sue generalità, ma anche informazioni specifiche come il compleanno o il lavoro.

Inoltre dalla stessa applicazione si potranno bloccare contatti indesiderati e si faranno ricerche di persone e luoghi.

Ecco l’annuncio ufficiale sul lancio di Hello

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TUTTI I NUMERI DEL TURISMO ITALIANO. Scarica gratis l’ultimo rapporto pubblicato dal Touring Club Italiano

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E’ stato presentato in questi giorni il rapporto UniCredit 4 Tourism, realizzato in collaborazione con il Touring Club Italiano.

Il Centro Studi del Touring ha fornito a UniCredit i dati per la compilazione del rapporto, che verte sulle dinamiche mondiali del turismo contemporaneo.

Vengono presi in considerazione diversi fattori fondamentali per il turismo di oggi, dai principali player alle nuove tendenze, dai cambiamenti dello scenario competivo al turismo come supporto delle economie locali.

Per scaricare il rapporto completo, clicca QUI

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