VUOI DIVENTARE CONSULENTE DI WELFARE AZIENDALE ? Puoi vincere la borsa di studio della Regione Puglia e Italia Lavoro. Ecco il bando…. scade il 28 aprile

consulente cambiamento

 

 

“….Promosso da Regione Puglia e Consigliera regionale di Parità e attuato da Italia LavoroSpA, in stretto raccordo con il più ampio programma di promozione di azioni positive in tema di welfare aziendale e benessere organizzativo, prende avvio con un apposito Avviso il percorso che consente la selezione e la formazione di 25 consulenti in tema di innovazione organizzativa, welfare aziendale, supporto alla genitorialità e contrattazione di secondo livello.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 12:00 del 28 aprile 2014.

La formazione specialistica di un primo gruppo di consulenti “innovatori” sarà realizzata attraverso un corso formativo denominato “Welflex – Produttività, conciliazione lavoro-famiglia. Consulenti per il cambiamento aziendale in Puglia”.
Il percorso ha l’obiettivo di formare 25 consulenti in tema di innovazione organizzativa, welfare aziendale, supporto alla genitorialità e contrattazione di secondo livello, che avranno modo di operare all’interno di contesti aziendali pugliesi, grazie ad una borsa di studio della durata di 6 mesi.

 

Il percorso tuttavia sarà aperto, in una prima fase di formazione di base, a 40 persone.

 

Per accedere occorre avere tra i 24 e i 39 anni, essere laureati, avere una comprovata esperienza di lavoro, in azienda o altra organizzazione profit e non profit, di almeno 12 mesi.

 

Sarà data priorità alle persone disoccupate.
Per quanto riguarda l’esperienza di lavoro maturata, verrà invece privilegiata l’attività nel settore della gestione risorse umane, relazioni industriali, consulenza alle aziende e agli enti locali in ambiti tematici afferenti a quelli presidiati da questo progetto.
Inoltre i candidati dovranno essere residenti sul territorio regionale.

Le domande di ammissione, devono essere redatte sullo schema di domanda contenuto nel bando, pena l’inammissibilità e dovranno pervenire a Italia LavoroSpA entro il termine perentorio delle ore 12 del giorno 28 aprile 2014.

 

Ecco il bando:

http://www.italialavoro.it/wps/portal/!ut/p/c5/tZFLcqMwGITPMgeI9Us8BEtAwsBYmIewMRuXjRMC5pGYVAKcPkxNzTLL6T7AV_01KtDa_vJZV5ePeugvLcpRoZ9jqjqGjS0AEejgqwfN3quW53CCjigH9Zw285u_3JekWeI5zPRJstOXYJxImoLgmgi5QSTAkkpOUpb4QgoFShMf3JhbQekZ–wXClBRtcN1pR5ZeZ_YYFWMs2RcbGi9Kwn2_rbmQTpYXHjtU9fTObLvUMbKqRpY18tae-RLFLe0BX_b42P9rO6aLYy_HXLKe3wrZoNsi2XC0Vi74_vNyJgTtYlevVAxKO66pfizFn6IBSj0hu4ZnVBBf3SSAZL_nAyjTMk7tsrZWfVk57hpslXPPEsWT6IRIHcpEXyKwruBVz1T2liQssNOLFyBcRY3N3aX_OMp_MtMEoF1HBDYa5oNvq4LHtAIg_d_mOsf9bXbfJXdBjbUVEzVNBSiY0JNg6LcRm_dZ2dGrw_toVXfkx0nfA!!/dl3/d3/L2dBISEvZ0FBIS9nQSEh/

 

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IL VINO ITALIANO NEL MONDO. Scarica l’indagine pubblicata da Mediobanca

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Mediobanca ha pubblicato l’indagine annuale sul settore del vino in Italia.

 

Il 2013 si è chiuso con un aumento del fatturato del 4,8% a 5,6 miliardi di euro (+7,7% l’aumento l’anno prima).

 

Una progressione trainata ancora una volta dall’estero (+7,7%) a dimostrazione che in tutto il mondo, Europa e Nord America in testa, piace “bere italiano”.

Il vino made in Italy ha chiuso un anno da record con un aumento delle vendite all’estero del 10,3% confermando il sorpasso ai danni dello champagne.

 

Tra le cantine, invece, la maglia rosa va a Cantine Riunite-Giv con 534 milioni di fatturato (+4,2%) che valgono anche la settima piazza a livello mondiale.

 

Sul podio anche Caviro (327 milioni, +15,2%) e Campari (228 milioni, 15,8%). Sul fronte della solidità dai bilanci vincono invece il Veneto e la Toscana con in testa Masi Agricola, Casa Vinicola Botter e Antinori.

L’Italia si conferma anche nel 2013 il principale produttore di vino al mondo con 44,9 milioni di ettolitri contro i 44,1 milioni della Francia e i 40 della Spagna.

 

La produzione italiana lo scorso anno è salita rispetto ai 43,8 milioni di ettolitri del 2012, pari al 17% del totale mondiale e al 30% della Ue: il valore della produzione nostrana è stimato a 9,1 miliardi di euro.

 

Ecco il link per scaricare la ricerca Mediobanca:

http://www.mbres.it/sites/default/files/resources/download_it/Indagine_vini_2014.pdf

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E’ STATA PUBBLICATA UNA IMPORTANTE PRECISAZIONE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. Scarica la circolare e controlla chi deve richiedere il CASELLARIO GIUDIZIARIO per continuare a lavorare con i minori

circolare

 

 

“….Una norma varata dal consiglio dei ministri lo scorso 22 marzo, sulla base di una direttiva dell’Unione Europea (che, a dire il vero, prevedeva per i datori di lavoro il “diritto”, e non l'”obbligo” di richiedere il certificato) e che aveva creato il panico in mezza Italia.

 

Il testo del decreto legge, infatti, si applicava indistintamente a tutte le aziende, pubbliche e private, ma anche a tutti gli enti no profit.

 

Dalle squadre di tutti gli sport, agli scout, alle parrocchie, alle scuole di musica, agli asili nido, chiunque adibisse personale a rapporti con bambini avrebbe avuto l’obbligo di schedarlo.

 

Una iniziativa politicamente lodevole, ma che avrebbe intasato gli uffici dei casellari penali presso i tribunali, e sollevava robusti interrogativi sulla tutela della privacy, dato che nei certificati penali compaiono precedenti di ogni tipo e non solo quelli relativi agli abusi.

Ed ecco il dietrofront del ministero.

 

Ieri sera dagli uffici del Guardasigilli Andrea Orlando parte la circolare che dimezza il campo di applicazione della legge, esonerando di fatto l’intero mondo del volontariato dall’obbligo di certificazione antipedofili.

 

Nel comunicato del ministero della giustizia si legge infatti che “l’obbligo di tale adempimento sorge soltanto ove il soggetto che intenda avvalersi dell’opera di terzi – soggetto che può essere anche individuato in un ente o associazione che svolga attività di volontariato, seppure in forma organizzata e non occasionale e sporadica – si appresti alla stipula di un contratto di lavoro.

 

L’obbligo non sorge invece ove si avvalga di forme di collaborazione che non si strutturino all’interno di un definito rapporto di lavoro”.

 

E ancora:

 

“Non è rispondente al contenuto precettivo di tali nuove disposizioni l’affermazione per la quale l’obbligo di richiedere il cetificato al casellario giudiziale gravi su enti e associazioni di volontariato pur quando intendano avvalersi dell’opera di volontari”.

 

Insomma: se una squadra di calcio giovanile assume un allenatore (caso più unico che raro) è obbligata a chiedere il certificato; se invece, come accade praticamente sempre, l’allenatore lo fa per passione, o in cambio di un semplice rimborso spese, i suoi precedenti penali continueranno a restare un segreto.

Se legioni di presidenti e di parroci tirano un sospiro di sollievo, la circolare ribadisce invece che l’obbligo vale per tutte le aziende che impiegano personale a contatto con i bambini: comprese (e finora non era scontato) quelle pubbliche.

 

Il ministero sostiene che gli uffici del casellario saranno in grado di rispondere entro qualche giorno al diluvio di richieste di certificati.

 

Ma, nel caso che così non fosse, permette alle aziende private di assumere o mantenere al lavoro i dipendenti,in attesa della risposta.

 

I dipendenti delle aziende pubbliche (scuole, ospedali, eccetera) dovranno depositare una autocertificazione di “non pedofilia” che le amministrazioni verificheranno poi incrociandola con le banche dati della giustizia.

Ecco il testo della circolare del Ministero della Giustizia:

 

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_16_1.wp?previsiousPage=mg_16&contentId=NEW1000900

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GLI STUDENTI STRANIERI IN ITALIA. Scarica la ricerca pubblicata dal MIUR (121 pagine)

miur

 

“…Sempre più numerosi, ma anche più bravi a scuola.

 

La fotografia scattata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Ismu (l’Istituto per lo Studio della Multietnicità), offre alcune conferme, ma anche nuovi spunti, sugli “Alunni con cittadinanza non italiana”.

 

L’indagine si riferisce a quelli che hanno frequentato l’anno scolastico 2012/2013.

I NUMERI
Dall’analisi statistica emerge che gli alunni con cittadinanza non italiana continuano a crescere di numero e anche di percentuale: sono 786.630, l’8,8% sul totale degli iscritti nelle scuole italiane.

Nell’anno scolastico precedente erano l’8,4%.

Il grande boom di presenze comunque sembra essersi arrestato: l’aumento medio annuo è stato di 60/70mila unità dal 2002/2003 al 2007/2008 mentre si è mostrato più ridotto e instabile negli anni successivi.

 

Sono sempre di più, comunque, gli alunni di seconda generazione: il 47,2% degli studenti stranieri sono nati in Italia.

Percentuale che sale all’80% nelle scuole dell’infanzia e al 60% nella primaria.

 

Gli alunni con cittadinanza non italiana sono presenti soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro, concentrati in particolare nelle province di media e piccola dimensione.

 

Quanto alla nazionalità è confermato il primato, ormai pluriennale, degli alunni rumeni (sono 148.602), seguiti dagli albanesi (104.710) e dai marocchini (98.106).

Se si guarda al genere, le femmine sono quasi pari alle compagne di origine italiana.

 

Nelle scuole superiori le studentesse di origine immigrata addirittura superano per incidenza quelle italiane.

 

In particolare nel Nord est sono il 50,4% contro il 49,1%.

I risultati scolastici
Ma è soprattutto nei risultati scolastici che gli alunni con cittadinanza non italiana guadagnano terreno.

 

L’integrazione sta diventando una realtà, e la scuola ne è contemporaneamente la cartina di tornasole e il motore.

 

In alcune regioni del Sud le differenze tra gli italiani e gli studenti di seconda generazione tendono addirittura ad invertirsi: in Campania gli stranieri nati in Italia fin dalla scuola primaria hanno un rendimento migliore dei loro compagni di classe figli di italiani.

 

Stanno diventando più bravi….”

 

Ecco il link per scaricare il report del MIUR:

http://www.istruzione.it/allegati/2014/Miur_2012_2013.pdf

 

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QUEST’UOMO SI CHIAMA BERNARDO CAPROTTI. HA 90 ANNI.

caprotti

 

 

 

 “….I piani prevedono, inoltre, 2mila assunzioni per il prossimo biennio, in modo da adeguare gli organici in vista dell’apertura di 12 nuovi supermercati. 

Il reclutamento coprirà praticamente ogni mansione presente all’interno dei punti vendita (dai macellai ai panettieri, dagli addetti alla vendita area ai salumieri), ma non mancheranno opportunità anche per laureati e diplomati, anche senza esperienza.

Esselunga non ha finora comunicato dove saranno inaugurati i nuovi supermarket, ma è probabile che l’espansione avverrà al Centro-Sud. 

Lo sviluppo della rete ha peraltro già preso le mosse ieri con l’apertura del primo negozio nel Lazio, ad Aprilia, con 4.500 metri quadri di superficie e un parcheggio capace di ospitare oltre 600 posti auto.

Il progetto aveva preso il via nel 2007 ed è il 146° negozio Esselunga, con 130 dipendenti, 90 dei quali provenienti dal territorio circostante. 

Sempre in aprile saranno inaugurati il negozio di Milano Porta Vittoria e il nuovo polo logistico di Firenze, per il quale sono stati investiti 97 milioni….”

 

 

 

 

 

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L’ANALISI SOCIO-ECONOMICA DEI COMUNI ITALIANI. Scarica il rapporto pubblicato da UnionCamere

unioncamere

 

 “….Nel nostro paese l’85% dei comuni – ben 6.875 – ha meno di 10.000 abitanti. 

Popoliamo un territorio che conta oltre 22.000 centri abitati, quasi 33.000 nuclei insediativi, senza considerare le caratteristiche di tanta parte del nostro sistema agricolo composto di “case sparse”.

L’armonica distribuzione della popolazione sul territorio è una ricchezza insediativa che rappresenta una peculiarità e una garanzia del nostro sistema sociale e culturale; una certezza nella manutenzione del territorio; una opportunità di sviluppo economico.

Ma lo spopolamento e l’impoverimento di vaste aree – soprattutto pedemontane, montane e insulari – ha assunto nel secondo dopoguerra caratteri strutturali delineando un’Italia del “Disagio insediativo”.

La ricerca presentata a Roma da Legambiente e Unioncamere è basata su 168 indicatori comunali e l’applicazione di diversi approcci, tra cui l’analisi neurale che ha individuato 9 cluster di appartenenza a disagio, medietà o migliori performance insediative. 

Le variabili sono state raccolte in 8 famiglie: agricoltura, istruzione e formazione, risorse umane e occupazione, potenzialità dei territori, impresa e lavoro, demografia, ricchezza, turismo.

In sintesi, “l’Italia che va” si caratterizza per la dimensione dei centri urbani e per una sempre più marcata separazione tra un nord più veloce e vicino alle performance europee e un sud caratterizzato da elementi critici: la “piccola dimensione” è un forte limite rispetto alle esigenze di capitalizzazione e di competitività. 

La microterritorialità, sebbene legata a forti potenzialità storiche, turistiche, enogastronomiche e paesaggistiche, risulta un freno deciso alla capacità dei territori di promuovere uno sviluppo concreto, per mancanza di specifiche politiche di intervento e governance dello sviluppo. …”

Ecco il link per scaricare il report di UnionCamere:

http://www.unioncamere.gov.it/download/3234.html

 

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UN DOCUMENTO INTERESSANTE PER CHI SI OCCUPA DI LAVORO E FORMAZIONE. Scarica l’indagine ISFOL

isfol

 

“….In Italia il 33% delle imprese private, circa 514 mila aziende, ha dichiarato di avere un fabbisogno

professionale relativamente alla proprio forza lavoro, da soddisfare nel breve termine.

 

Tali aziende ritengono cioè necessario un rafforzamento delle conoscenze e delle skills dei loro lavoratori – in particolare per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, a termine, di apprendistato e lavoro

stagionale – da concretizzare con attività di aggiornamento, di affiancamento o con la partecipazione a

corsi di formazione.

 

Il dato deriva dalla prima edizione dell’indagine “Audit sui fabbisogni professionali contingenti” condotta dall’Isfol.

 

L’obiettivo:

raccogliere informazioni di tipo qualitativo per migliorare le politiche e gli investimenti

pubblici per la formazione dei lavoratori.

 

L’indagine analizza, in particolare, i temi relativi alle conoscenze e alle skills fornendo elementi utili alla

progettazione di percorsi formativi rispondenti agli effettivi fabbisogni espressi dalle imprese in merito

alla forza lavoro attualmente occupata….”

 

Ecco il link per scaricare l’indagine:

http://www.isfol.it/comunicazione/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/31-marzo-2014-i-fabbisogni-professionali-delle-imprese

 

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GUARDA IL CINEMA A CASA TUA. Il nuovo progetto promosso da ANICA

anica

 

 

“….Anica e Mymovies.it presentano Anicaondemand, piattaforma di streaming video che, di fatto, si pone come alternativa dei vari Sky Online, Mediaset Infinity, Chili…

Anicaonline è una piattaforma concepita e realizzata dai produttori e distributori italiani, un progetto Made in Italy che si riflette anche sui titoli proposti, provenienti appunto dal catalogo di aziende italiane. 

Al lancio, la piattaforma di Anica ha a disposizione circa 300 titoli tra cinema, serie e programmi TV, non molti a dire il vero ma che, possiamo supporre, cresceranno nei prossimi mesi. 

Ovviamente farà molto l’eventuale accesso delle major hollywoodiane.

Elementi cardine della nuova piattaforma sono la partnership con MyMovies.it e le funzionalità esclusive del servizio.

Per quanto concerne il primo punto, è possibile accedere allo sterminato database cinematografico del portale, consultando opinioni del pubblico, recensioni degli esperti e molto altro, con in più la possibilità della condivisione. 

Per quanto concerne le funzionalità del portale, oltre a svariate possibilità di ricerca per titolo, attore, regista, genere ecc, sono anche disponibili percorsi tematici selezionati per l’utente e che il portale chiama ONDERoad.

Ma la cosa che colpisce, perché va oltre alla funzionalità tecnica e coinvolge l’intero meccanismo di fruizione dell’opera cinematografica, è ONDEScreen, ovvero la possibilità di guardare in streaming film ancora al cinema. 

In pratica, Anicaonline mette a disposizione un film ancora in sala e definisce precisamente la data e l’orario di visione (a quel punto, in effetti, diventa un “on demand” per modo di dire…), oltre a un numero massimo di posti disponibili, proprio come se si fosse al cinema. 

Rispetto a quest’ultimo, il costo è molto ridotto: 3,99 per “un posto”, che ovviamente può essere condiviso dall’intero nucleo familiare o dagli amici. 

Al momento, il film scelto è Jimmy P. con Benicio del Toro, che verrà proiettato domenica 6 aprile e per un numero massimo di circa 300 posti.

Il costo dei film è (attualmente) suddiviso in tre fasce: 1,99, 2,99 e 3,99 euro e va fruito nelle 48 ore successive al noleggio dello stesso. 

A livello tecnico, però, la situazione non è esaltante: l’accesso è possibile solo via PC e Mac, niente smartphone, tablet, smart TV o affini.

Ecco il sito:

http://www.mymovies.it/anicaondemand/

 

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I NUOVI POVERI IN ITALIA Scarica il rapporto pubblicato dalla Caritas

caritas

 

E’ stato pubblicato il nuovo Rapporto Caritas 2014 su povertà ed esclusione sociale in Italia, dal titolo “False partenze”.

Il documento apre una finestra sul fenomeno della povertà in Italia secondo l’esperienza di ascolto, osservazione e animazione svolta dalla 220 Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale.

Perchè “False partenze”? 

Molte persone, puntando all’emancipazione, hanno accettato di rimettersi in gioco, impegnandosi in attività lavorative non adeguate rispetto alle loro capacità, sopportando situazioni di evidente sfruttamento, sotto-retribuzione, condizioni di lavoro al limite del degrado, ecc.

Il Rapporto analizza ed approfondisce questa situazione, riportando i dati del fenomeno (di fonte Caritas),

le principali tendenze di mutamento, i percorsi di presa in carico; 

i progetti anti-crisi economica delle diocesi, 

una sintesi di una indagine nazionale sulla condizione di povertà dei genitori separati in Italia, 

i dati sul “Prestito della Speranza”

una serie di orientamenti e raccomandazioni in tema di politica sociale e coinvolgimento delle comunità locali. 

Il Rapporto contiene inoltre un confronto con i dati del secondo rapporto di monitoraggio dell’impatto della crisi economica nei “paesi deboli” dell’Unione Europea, realizzato a cura di Caritas Europa.

Ecco il link per scaricare il report:

http://s2ew.caritasitaliana.it/…/Rapporto_2014_completo…

 

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