I FATTURATI 2013 DELLE STRUTTURE RICETTIVE ITALIANE. Scarica i dati della ricerca UnionCamere ISNART

turismo

 

 

 

L’Osservatorio nazionale del turismo di Unioncamere e Isnart ha pubblicato i dati sui fatturati delle strutture ricettive italiane nel 2013.

L’industria turistica italiana si lascia alle spalle il 2013 con un dato di sostanziale tenuta, grazie alla “volata” iniziata l’estate scorsa: +1,9% rispetto al 2012.

Ecco i tassi medi di occupazione delle camere:

villaggi turistici: 37,7% 
rifugi alpini: 21,1% 
ostelli: 40,8%
agriturismi: 29,3%
Alberghi (globale): 47,5%, 
Alberghi 5 stelle:58,3% 
Alberghi 4 stelle: 54,9% .

Ecco il comunicato di UnionCamere Isnart:

http://www.unioncamere.gov.it/download/3039.html

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GLI ULTIMI DATI AGGIORNATI. Scarica il rapporto dell’Istat

lettura

 

 

 

“…Nel 2013, oltre 24 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali. 

Rispetto al 2012, la quota di lettori di libri è scesa dal 46% al 43%.

Nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 49,3% della popolazione femminile e solo il 36,4% di quella maschile. 

La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già in età scolare, a partire dagli 11 anni.

La fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (57,2%).

La propensione alla lettura dipende dalla scuola, ma anche dall’ambiente familiare: leggono libri il 75% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 35,4% di quelli con genitori che non leggono.

Permangono le differenze territoriali: nelle regioni settentrionali legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (50,1% nel Nord-ovest e 51,3% nel Nord-est), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di lettori è pari solo al 30,7%….”

Ecco il link per scaricare il rapporto dell’Istat:

http://www.istat.it/…/Report_Libri-e-lettura_2012-2013…

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LA SITUAZIONE ECONOMICA DEGLI ITALIANI Scarica i 2 volumi pubblicati oggi dall’Istat

coesione

 

 

“….L’Inps, l’Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali presentano il quarto Rapporto sulla Coesione sociale. Anche quest’anno il rapporto è articolato in due volumi.

Il primo volume, a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è una guida ai principali indicatori utili a rappresentare la situazione nel nostro Paese e la sua collocazione in ambito europeo. L’obiettivo è quello di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.

Il secondo volume si compone di una serie di tavole statistiche che offrono dati, generalmente aggiornati al 2012, articolati a diversi livelli territoriali per consentire comparazioni regionali e internazionali. A questo fine sono state utilizzate indagini statistiche ed archivi amministrativi nazionali (di fonte Inps, Ministero del lavoro e Istat) e fonti internazionali (Eurostat e Ocse).

Le informazioni sono organizzate in tre sezioni:

• Contesti, che riporta tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro.

• Famiglia e coesione sociale, in cui si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti – capitale umano, conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, povertà.

• Spesa ed interventi per la coesione sociale, con dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli Enti locali.

Ecco il link per scaricare i due volumi:

http://www.istat.it/it/archivio/108637

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IL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI LECCE Scarica la ricerca di 326 pagine

Il mercato del lavoro in provincia di Lecce

 

“….In questo documento la Provincia di Lecce analizza le dinamiche del 
Mercato del lavoro e le competenze tecniche e 
professionali in grado di produrre innovazione nel sistema socio-economico della 
provincia nel breve e medio periodo. 

La ricerca, ha coinvolto stakeholders, attori privilegiati del sistema economico e 
professionale provinciale, e aziende dei settori individuati come emergenti e 
strategici. 

Lo studio ha disegnato soluzioni innovative per collegare la domanda e l’offerta, 
intervenendo sia sulla previsione delle esigenze reali delle imprese, ma soprattutto 
come base di partenza per una governance di un “distretto formativo della provincia di Lecce” per la programmazione condivisa degli investimenti delle politiche pubbliche nel settore del lavoro e della formazione professionale. 

L’impostazione metodologica ha fornito un indirizzo più aderente alle innovazioni nel “mondo dei lavori” e alle interconnessioni sempre più marcate e significative tra i settori, così come tradizionalmente classificati. 

Molti nuovi mestieri e professioni sono “trasversali” ad essi.

Per tal motivo, la mappatura provinciale delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro, è stata suddivisa in 5 macroaree strategiche con le rispettive figure professionali emergenti: 

1) GREEN JOBS 
2) AGRI&FOOD JOBS 
3) NEW ECONOMY JOBS
4) TOURISM, CULTURAL IDENTITY & LOISIR JOBS
5) I-CARE JOBS. 

Un contributo, non astratto, per cercare di ridurre il divario tra le competenze già 
esistenti nel mercato del lavoro della provincia di Lecce e i bisogni delle imprese 
pugliesi, e così fornire ai decisori politici uno strumento per orientare gli interventi 
negli ambiti del lavoro e dell’occupazione, da un lato, e dell’istruzione e della 
formazione, dall’altro. 

Ecco il link per scaricare il documento:

http://www.provincia.le.it/…/RicercaDinamicheMercatoLav…

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UN DOCUMENTO MOLTO IMPORTANTE PER CHI SI OCCUPA DI FORMAZIONE IN PUGLIA. Scaricalo ora

 

 

standard formativi regione puglia

 

 

La Regione Puglia, ha approvato gli “Standard formativi sperimentali per l’erogazione dei percorsi formativi”.

Si è ritenuto necessario assicurare l’omogeneità tra le attività formative erogate dai diversi organismi su tutto il territorio regionale.

Con il provvedimento si è proceduto a stabilire che il rispetto di tali standard, costituisce un PREREQUISITO PER IL FINANZIAMENTO O IL RICONOSCIMENTO E L’AUTORIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA.

L’applicazione degli standard formativi, ha carattere sperimentale per una durata fissata in un anno (12 mesi) dalla data di approvazione degli stessi e che alla luce dei dati di monitoraggio e dei riscontri provenienti dai diversi soggetti del territorio (Province, Agenzie Formative accreditate, etc.), a partire dal sesto mese di attuazione verrà avviata una fase di analisi e revisione degli stessi.

Ecco il link per scaricare il documento:

http://www.sistema.puglia.it/…/sispuglia.ges_blob.p…

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I NUMERI DELL’ECONOMIA MERIDIONALE Scarica il rapporto SRM Intesa San Paolo (129 pagine)

i numeri dell'ecnomia meridionale

 

 

“…E’ disponibile online il nuovo nuovo numero del “Check-up Mezzogiorno” elaborato da Confindustria ed SRM allo scopo di analizzare lo stato di salute delle imprese meridionali, fotografate nel quadro economico congiunturale.

I dati di questo numero evidenziano che al termine del sesto anno consecutivo di crisi, il Mezzogiorno ha bruciato una fetta significativa della propria ricchezza: tenendo conto delle stime per il 2013, saranno 43,7 i miliardi di euro di PIL perduti dall’economia meridionale tra il 2007 e il 2013.

L’analisi di Confindustria ed SRM mostra alcuni timidi segnali di crescita osservabili a fine 2013, ma anche se questi verranno confermati, il vero pericolo è che si possa produrre nel 2014 una debole “ripresa senza occupazione”, in cui i posti di lavoro creati non saranno sufficienti a compensare quelli perduti per effetto della ristrutturazione in atto. 

Ciò rende urgente un cambio di passo nel generale orientamento delle politiche economiche del Paese e, in particolare, delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. 

Da un lato è necessario intervenire con urgenza per realizzare alcune delle riforme strutturali; dall’altro, con particolare riferimento al Mezzogiorno, è fondamentale il ruolo che possono svolgere le Politiche di Sviluppo, sia nel breve, sia nel lungo periodo….”

Il rapporto si può scaricare previa iscrizione gratuita al sito di SRM.

Ecco il link:

http://www.sr-m.it/check-up-mezzogiorno/2.html

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LE REGIONI ITALIANE QUANTO SONO ORIENTATE ALL’EXPORT ? Scarica il rapporto SRM San Paolo (164 pagine)

export regioni italiane

 

 

 

Lunedì 16 dicembre 2013 è stato presentato a Milano il Rapporto 2013 su “L’apertura internazionale delle regioni italiane”.

Lo studio è frutto della collaborazione tra SRM e il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’analisi misura il grado di apertura internazionale delle 20 regioni italiane usando un’accezione ampia di internazionalizzazione che prende in considerazione dieci indicatori raggruppati in tre indici di internazionalizzazione: economica, sociale e infrastrutturale. 

Il Rapporto elabora, inoltre, una graduatoria regionale individuando così la posizione relativa di ciascuna regione italiana.

L’Italia e la totalità delle sue regioni hanno mostrato negli ultimi sette anni, nonostante la crisi, una crescita, spesso anche significativa del loro grado di apertura internazionale. 

Per scaricare il documento bisogna iscriversi gratis al sito web di SRM.

Ecco il link:

http://www.sr-m.it/…/novita-lapertura-internazionale…

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