TI SEI MESSO IN SALVO ? Fallo sapere ai tuoi amici

facebook

FACEBOOK attiverà una funzione che renderà più semplice per chi è coinvolto in un disastro naturale far sapere agli amici e alla famiglia che sta bene.

Lo ha annunciato la compagnia, aggiungendo che la funzione ‘Safety Check’ sarà disponibile in tutto il mondo e deriva dalle esperienze già fatte con gruppi appositi durante eventi catastrofici come lo tsunami giapponese del 2011.

Lo strumento manda una notifica ai dispositivi che si trovano in un’area affetta da un disastro. Se l’utilizzatore risponde cliccando il tasto ‘I’m safe’ (Sto bene) una notifica appare sulla sua bacheca e viene inviata a tutti gli amici.

Il programma funzionerà su tutte le piattaforme, dai computer fissi ai dispositivi mobili, e anche sui ‘feature phones’, i telefonini low cost con solo le funzioni di base di uno smartphone che sono i più usati nei paesi in via di sviluppo.
safety ceck

Ecco l’annuncio dal blog ufficiale di Facebook.

 

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MENO MALE CHE CI SONO I TURISTI STRANIERI. Scarica i dati pubblicati da Federturismo

feder

Cresce il numero di stranieri in arrivo in Italia nel 2014.

Secondo i dati dell’Osservatorio di Federturismo-Pragma, nel primo semestre dell’anno sono arrivati nel nostro Paese 35,6 milioni di turisti dall’estero, con un +2 per cento di incremento rispetto al 2013. Il giro d’affari generato dai flussi è stato di 14,7 miliardi di euro, con una spesa pro capite di 414 euro.

Il primato di spesa pro capite è appannaggio degli americani, con 1.100 euro, ma la maggiore quantità di denaro proviene dai mercati del Centro Europa, che con 23 milioni di turisti produce una spesa di 7,9 miliardi di euro.

I viaggi per vacanza costituiscono circa la metà degli arrivi e contribuiscono per il 60 per cento alla spesa.

Alberghi e villaggi turistici si confermano la principale tipologia ricettiva scelta, con il 53 per cento della preferenze e con il 62 per cento di spesa.

Ecco i dati pubblicati da Federturismo

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GLI ARRIVI E LE PRESENZE TURISTICHE NELLE STRUTTURE RICETTIVE ITALIANE. Scarica il dati Istat relativi al 2° trimestre 2014

turisti

Nel secondo trimestre 2014, gli arrivi negli esercizi ricettivi sono stati 30,2 milioni.

Le presenze e cioè i pernottamenti, sono stati 94 milioni.

Gli incrementi, rispetto al secondo trimestre del 2013, sono stati rispettivamente del 3,6%, e del 2,8%.

La permanenza media passa da 3,14 giornate nel secondo trimestre del 2013 a 3,12 nel medesimo periodo del 2014.

Per scaricare il rapporto dell’Istat, clicca QUI.

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I PAESI DEL MONDO DOVE GLI ANZIANI VIVONO MEGLIO. Scarica il rapporto

global

È la Norvegia il Paese dove gli ultrasessantenni vivono meglio.

Il giudizio arriva dall’indice Global Age Watch 2014, stilato dall’ong HelpAge International, che si occupa appunto di diritti degli anziani.

L’Italia è solo 39esima su 96 Paesi.

Per scaricare il rapporto, clicca QUI (in basso a sinistra su DOWNLOAD).

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FARE FIGLI IN ITALIA. Gli ultimi dati. Scarica l’indagine del Censis

censis

Il Censis in collaborazione con la Fondazione Isba ha pubblicato lo studio “Diventare genitori oggi. Indagine sulla fertilità/infertilità in Italia”.

E’ diffusa oramai la consapevolezza sui problemi di fertilità che riguardano il nostro paese, mai sceso a livelli tanto bassi di natalità.

Nel sentire comune, però, la prima imputata rispetto al crollo delle nascite è la grave e perdurante crisi economica.
Diventare genitore, secondo l’indagine, è un aspetto cruciale della realizzazione personale, perno del vissuto individuale a prescindere dal peso economico e dai sacrifici che tale scelta comporterà.

Il 74,5% del campione intervistato ha figli, la metà circa ne ha due; il 2,6% è in attesa contro un 22,8% che non ha figli.

Un dato che fa riflettere: tra chi ha meno di 35 anni, solo il 29,8% è genitore.

L’età della procreazione si posticipa sempre di più e lo conferma il fatto che per il 46% degli intervistati ci si deve cominciare a preoccupare di non avere ancora un figlio non prima dei 35 anni.

L’esperienza di diventare genitori è importante per entrambi i sessi, come dichiara l’86,2% del campione.

L’88% degli intervistati afferma di sapere che in Italia si fanno pochi figli.

La riduzione delle nascite ha toccato il massimo livello nel 2013 con un -3,7% e un calo del tasso di natalità da 9 a 8,5 nati per 1.000 abitanti e questo nonostante i progressi della medicina e il contributo degli immigrati al saldo nazionale.

Sono 62.000 i nati in meno all’anno: nel 2008 erano 576.659 e si è scesi a 514.308 del 2013.

Ecco il link per scaricare il report (previa iscrizione gratuita al sito del Censis).

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Nasce Digital Bros Game Academy, la prima “accademia” per formare sviluppatori e designer dei videogiochi

digital

Digital Bros è una multinazionale italiana attiva nel game entertainment italiano e mondiale.

Lanceranno questo inverno il primo corso di formazione e specializzazione per aspiranti sviluppatori, designer, creativi di videogame.

L’obiettivo è quello di valorizzare i giovani talenti viene affiancato a quello di trovare una risposta concreta alle esigenze dell’industry italiana: attraverso la formazione di figure “job ready”, in grado di aspirare non solo a opportunità di impiego professionale nel settore ma anche a sviluppare progetti imprenditoriali indipendenti.

Digital Bros Game Academy mira quindi a creare un nuovo hub tecnico e creativo di eccellenza nel settore del game entertainment, che contribuisca a innescare lo sviluppo naturale dell’industria e la nascita di un ecosistema virtuoso.

 

Il percorso formativo è articolato attraverso tre diversi corsi di specializzazione post-diploma della durata di un anno (Game Designer, Game Developer e Artist & Animator 2D/3D).

Digital Bros Game Academy metterà inoltre a disposizione dei candidati più meritevoli tre borse di studio per un intero anno di corso, di cui una dedicata all’universo femminile, offerte da Digital Bros e Train2Game, partner di formazione riconosciuto a livello internazionale.

Una caratteristica del percorso è la forte focalizzazione su una parte consistente di laboratori pratici e workshop che affiancheranno la più sintetica parte teorica.

L’obiettivo è di mettere gli studenti in condizione di creare e a gestire lo sviluppo di videogame trasversalmente per tutte le piattaforme – console retail, digitale e mobile, alla fine del corso gli studenti, oltre alla certificazione, avranno a disposizione un proprio portfolio di progetti reali, fondamentale per la fase di avvio della carriera lavorativa.

L’industria dei videogiochi italiana.

L’Italia è ancora una realtà produttiva poco sviluppata nello scenario competitivo internazionale del game entertainment.

Questa industria genera circa il 40% di app di gaming scaricate dalle principali piattaforme Google Play e iOS ed è sostenuta da una spesa dei consumatori corrispondente dell’80% , a livello nazionale e internazionale.

Una recente survey realizzata fra gli utenti di alcune tra le principali community italiane di videogamer sostiene che il 98% degli appassionati, costituiti per quasi la metà da giovani dai 18 ai 25 anni, vorrebbe costruire la propria carriera professionale nel settore dei videogioch, trasformando la propria passione per i videogiochi in una concreta opportunità lavorativa.

Ecco il sito della Digital Bros Academy:

http://www.dbgameacademy.it/

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ECCO LE PROFESSIONI CHE TIRANO QUANDO C’E’ CRISI

ISFOL

“Le professioni in tempo di crisi” è uno studio Istat/Isfol nel quale si evidenzia in particolare i ritardi all’innovazione del nostro sistema produttivo.

I più colpiti dalla crisi sono artigiani e operai specializzati che perdono 555mila occupati nel periodo indicato. Invece le professioni impegnate in attività elementari sia di produzione che di servizio aumentano di 358 mila unità.
Oltre 14 milioni di occupati esprimono la necessità di aggiornare le conoscenze e competenze acquisite o di apprenderne delle nuove.

E solo poco più della metà svolgono almeno una volta l’anno attività di aggiornamento e sviluppo professionale.
Tra le professioni che offrono buone possibilità di realizzare le aspirazioni professionali si annoverano quelle dell’artigianato, come ad esempio gli artigiani coinvolti nella lavorazione del legno, delle pelli e del cuoio.
Molte le categorie professionali che si ritengono insicure e insoddisfatte del proprio lavoro.

Addetti ai call center, telefonisti, personale domestico e venditori a distanza sono i meno soddisfatti per quanto riguarda la propria condizione professionale, secondo quanto rileva lo studio sulle professioni condotto da Istat e Isfol.

Seguono quindi le professioni tecniche nei musei, negli uffici giudiziari e nell’ambito dei servizi statistici.

Gli addetti ai call center sono anche quelli che percepiscono maggiormente l’insicurezza del proprio lavoro, seguiti dalle professioni dello spettacolo.

Per scaricare il report, clicca QUI.

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L’IDENTIKIT DEL CONSUMATORE ITALIANO CHE COMPRA ON-LINE. Leggi l’indagine di Confcommercio

conf

 

 

La Confcommercio ha pubblicato l’indagine “IL NEGOZIO NELL’ERA DI INTERNET“.

 
Secondo questo studio l’utente classico è Maschio, single, sotto i 45 anni, residente in famiglia e in comuni inferiori a 40mila abitanti.

 

Mentre l’acquirente tradizionale è soprattutto donna sopra i 45 anni coniugata e residente in comuni sopra i 40 mila abitanti.

 

Due mondi separati che, tuttavia, sono destinati ad incontrarsi.

 

Almeno secondo i dati sull’e-commerce in Italia che nel 2013 ha registrato una crescita del 15% con un fatturato pari a 12,6 miliardi di euro.

 
Dall’indagine sul negozio nell’era di internet risulta che più della metà dei consumatori (55,6%) dichiara di aver acquistato almeno una vota on line e, nel 54,9% dei casi, ha cercato un prodotto su internet prima di acquistarlo in un negozio tradizionale.

L’indagine ha anche evidenziato due fenomeni corrispondenti a due tipi di consumatori:

 

– Ropo (Research online, purchase offline) che cerca i prodotti su internet e poi li acquista in negozio

 

– Topo (Try offline, purchase online) che prova i prodotti in negozio e poi li compra su internet perchè generalmente costano meno.

 

Fra le ragioni che frenano gli acquisti on line (il 44,4% afferma di non aver mai acquistato on line) la principale è l’impossibilità di provare il prodotto (59,2%) segue la scarsa fiducia nei siti internet (53%) e la mancanza di interazione con il venditore/commesso (43,7%).

 

Seguono: L’assenza di una connessione a internet (38,3%), l’impossibilità di portare via subito il prodotto (27,7%).

Per scaricare la ricerca di Confcommercio, clicca QUI.

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